democrazia

A Vicenza è successo un fatto gravissimo.

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La mia proposta di pubblicazione di questo articolo ovviamente non dipende dal fatto che io sia comunista. Né di sinistra o che simpatizzi per qualcuno degli ismi del partitismo reale. Il mio dirigente maximo è di rifondazione. Mai vista una persona così impiccata all'affermazione del proprio potere. Bleah. No. La mia proposta deriva dal fatto che sono stato spesso vittima anche io (insieme ad altri) dela realtà virtuale creata dai media con l'aiutino delle comparse istituzionali di turno o vittima proprio delle loro franche e semplici bugie. Massima solidarietà ai cittadini di Vicenza che dovrebbero avere il diritto di dire la loro. Così come ce lo dovrebbero avere tutti gli italiani. Visto che una base straniera riguarda anche tutti gli italiani. SE ci fosse un referendum io voterei perchè "base si o base no", se proprio dev'essere, lo decidessero i vicentini. E credo che la maggioranza degli italiani sarebbero con loro. Ma il fatto è che i cittadini (di Vicenza e di Canicattini Bagni) non contano nulla. Zitti sudditi. La democrazia è solo una finction televisiva. Ieri a Vicenza è successo un fatto gravissimo per l’incolumità dei vicentini e per la democrazia a Vicenza e in Italia, io ero presente e sento il dovere morale di raccontare ciò che ho visto per dare una informazione corretta e reale a differenza di tante tv e giornali che manipolano i fatti per compiacere al proprio editore/padrone.

DEMOCRAZIA RADICALE. La teoria marxiana della vera democrazia e il diritto di revoca del mandato elettorale.

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di Ernesto Screpanti Riceviamo e volentieri pubblichiamo un interessante articolo di Ernesto Screpanti (dell'Università di Pisa), sulla concezione della democrazia in Marx. Noi non siamo esperti marxisti o marxiani, ma sospettavamo che il pensiero di Marx intorno al concetto di democrazia fosse stato forzato e travisato dai suoi epigoni. Questo articolo apre una nuova luce su questo aspetto.

Verso l'Assemblea Generale dei Democratici Diretti.

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di Pino Strano Da dove veniamo? Dove andiamo? Che facciamo domani? Che ora è? Hai messo la maglietta di lana?... Mille domande affollano la mente di molti democratici diretti italiani in questo momento storico.    Il movimento dd complessivo in questi due anni è oggettivamente cresciuto. Si sta, lentamente ma inesorabilmente, diffondendo il concetto della democrazia diretta come unica metodica capace di ridare senso all’espressione “sovranità del popolo”, sempre più resa vuota dal sistema rappresentativo, i cui limiti sono chiaramente evidenziati dalla interpretazione berlusconiana di questo sistema. Le “opposizioni” (di centro, di centro-sinistra, di sinistra-centro e di sinistra-sinistra e direi anche di destra-destra), annaspano senza bussola, perché in realtà non sono capaci di (o non hanno il disinteresse sufficiente a) comprendere che il cuore del problema sta nella perdita di quel senso. E non cogliendolo si sono rese (e non smettono di rendersi) di fatto complici del processo di desautorazione dei cittadini dal controllo del governo della cosa pubblica.
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