moneta

Verso l'Assemblea Generale dei Democratici Diretti.

Ritratto di pino
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di Pino Strano Da dove veniamo? Dove andiamo? Che facciamo domani? Che ora è? Hai messo la maglietta di lana?... Mille domande affollano la mente di molti democratici diretti italiani in questo momento storico.    Il movimento dd complessivo in questi due anni è oggettivamente cresciuto. Si sta, lentamente ma inesorabilmente, diffondendo il concetto della democrazia diretta come unica metodica capace di ridare senso all’espressione “sovranità del popolo”, sempre più resa vuota dal sistema rappresentativo, i cui limiti sono chiaramente evidenziati dalla interpretazione berlusconiana di questo sistema. Le “opposizioni” (di centro, di centro-sinistra, di sinistra-centro e di sinistra-sinistra e direi anche di destra-destra), annaspano senza bussola, perché in realtà non sono capaci di (o non hanno il disinteresse sufficiente a) comprendere che il cuore del problema sta nella perdita di quel senso. E non cogliendolo si sono rese (e non smettono di rendersi) di fatto complici del processo di desautorazione dei cittadini dal controllo del governo della cosa pubblica.
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