IL SIGNIFICATO DEI RECENTI REFERENDUM

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Abbiamo potuto constatare dai risultati dei referendum popolari del 12-13 giugno la grande importanza della democrazia diretta dei cittadini quando si toccano problemi reali. Il significato più profondo della vittoria è dato dalla consapevolezza di noi cittadini di essere noi stessi a decidere su contesti concreti riguardanti il bene pubblico.<?xml:namespace prefix = o />


Lo strumento giuridico che permette alla popolazione di decidere con effetto vincolante su leggi e necessità comuni, raccoglie ampi consensi ed è vincente. Tale strumento, una volta reso agile e facilmente applicabile, conferisce a noi cittadini tutti un controllo sul governo e sugli amministratori, facendo prevalere l'interesse generale su quello di lobby e potentati.


Con la rivoluzione Internet questo consenso si accrescerà sempre più, in modo inarrestabile, con effetti non previsti da chi, partiti o singoli, rimane legato alle strutture dei secoli passati. Le manifestazioni dei popoli arabi del Mediterraneo sono solo un inizio del segno dei tempi.


Quando i cittadini hanno la piena disponibilità dello strumento di potere decisionale - è la cosiddetta democrazia diretta (DD) - è molto più difficile fare leggi non d’interesse generale, o abbattere un bosco per costruire un palazzone, o costituire una oligarchia di ricchi, o intimidire l’informazione, o danneggiare l'ambiente, o togliere fondi alla ricerca, o privatizzare l’acqua, o mettere a repentaglio la salute dei cittadini con scarichi radioattivi, o pareggiare un buco di bilancio con una licenza in deroga, mettendo le mani in tasca alla popolazione o aumentando il debito pubblico.


La democrazia diretta è l’unico strumento che permette il vero esercizio della Sovranità del Popolo. Funziona perché costringe i politici a servire il bene comune e non paralizza nulla, perché i politici sanno di non poter uscire dai binari o fare errori, in quanto il popolo ha potere di veto e di delibera. Dunque devono rigare dritti e non costringono i cittadini a utilizzare di continuo i propri poteri deliberativi. Gli istituti che affermano la sovranità dei cittadini sugli eletti non hanno mai rallentato la vita democratica, ma soltanto gli abusi di potere.


La vita socio politica del futuro sarà sempre più caratterizzata dalla partecipazione attiva dei cittadini. Occorre pertanto che lo strumento del referendum sia perfezionato e reso più agile: in Italia esso è inficiato da molti limiti burocratici, come il quorum al 50% che non esiste in nessun’altra parte del mondo, come il valore meramente abrogativo e non deliberativo delle richieste, come un’inamovibilità del risultato del referendum di soli 5 anni, come una pastoia di norme per la raccolta delle firme che causa un enorme dispendio di soldi, tempo ed energie.


Occorre rendere la votazione dei cittadini uno strumento efficace e moderno. Per facilitare l’operazione referendaria è bene che venga automatizzata la votazione e che la raccolta sia di firme elettroniche. Indagini effettuate da studiosi della democrazia dimostrano che nelle Nazioni dove sono presenti forme di DD si sviluppa, in confronto alle Nazioni restanti, maggiore benessere economico, minori tasse, ambiente vivibile, più giustizia sociale, minore debito pubblico, occupazione ottimale, minori costi degli enti pubblici, maggiore efficienza, minore spesa per i rifiuti, maturità politica dei cittadini, più tolleranza


I potentati italiani invece vanno a ritroso: ad es., la Fiat, abolendo il diritto di sciopero e l’elezione diretta dei rappresentanti sindacali ed altro, ha dato origine a un contraccolpo psicologico negativo sulla gente, per cui molti in Italia e all’estero non vogliono più acquistare vetture Fiat. Il che mostra anche una miopia nelle capacità imprenditoriali dei capi dell’azienda.


Per far salire i profitti occorre valorizzare i lavoratori e, in generale, i cittadini. Renault, Volkswagen, Citroën, Toyota (Yaris), Ford fabbricano in stabilimenti dislocati in Germania, Francia e Inghilterra per il mercato europeo e non dànno segni di particolare sofferenza, al di là della crisi economica. In questi stabilimenti, rispetto a Pomigliano e Mirafiori, le retribuzioni sono più alte (il doppio), l’orario di lavoro è inferiore o al massimo uguale, la partecipazione dei dipendenti alle decisioni sono molto più avanti rispetto all’Italia.


In Germania, ad esempio, hanno una politica industriale, e non intendono cedere conoscenze tecniche, occupazione e indotto, oltretutto senza il controllo delle autorità e dei sindacati nazionali. In questi anni la Germania non solo non ha ridotto i diritti dei lavoratori e dei cittadini, ma, grazie all’impegno del partito tedesco dei Verdi assieme al Movimento democratico diretto tedesco, ha largamente aumentato i loro diritti, introducendo la democrazia diretta dei cittadini in tutti i suoi Comuni e in tutti i suoi 16 Länder. Quando tutti i cittadini assieme possono prendere decisioni, con effetto esecutivo, apportano per intero il loro contributo e le loro capacità, permettendo una forte spinta allo sviluppo della nazione: difatti oggi la Germania ha la migliore ripresa dell’Unione Europea. In Italia chi o che aspettiamo? Se non ora, quando?


Sempre in Germania, già da vari decenni esiste l’istituto della cogestione, ossia la partecipazione dei lavoratori, più precisamente di organi da questi eletti, alle decisioni sulla produzione, sul personale e sui servizi dell’impresa ove prestano la loro attività. I dipendenti diventano anche i proprietari di una parte delle azioni societarie. In Italia chi o che aspettiamo? Se non ora, quando?


Dando stipendi alti ai lavoratori, questi lavorano con maggiore professionalità e serietà, possono comprare di più e pertanto le aziende possono vendere di più e produrre di più.


L’imprenditore libanese Nikolas G. Hayek, fondatore dei famosi orologi Swatch, era solito dire che la Svizzera, essendovi la democrazia diretta, è un Paese con salari superiori a quelli degli altri Stati, eppure è un Paese molto adatto per fare industria. I motivi di ciò li trova nell’ottimo e formativo sistema scolastico, nel sistema politico efficiente e poco costoso, nell’etica e serietà del lavoro, nel senso di responsabilità, nella neutralità della Svizzera, per cui, non essendo “di parte”, i prodotti là fabbricati hanno un gradimento all’estero più esteso di quelli provenienti da altri Paesi.


I problemi non possono essere risolti con le stesse strutture che li hanno prodotti. Come per tutti gli esseri del mondo c’è un’evoluzione, anche la democrazia deve evolvere, altrimenti si estingue e con essa lo Stato dove ciò si verifica. Se le specie viventi non migliorano, scompaiono, così è per la democrazia.


Occorre pertanto fare ADESSO il passo in avanti, altrimenti l’Italia va fuori tempo massimo: il potere del popolo non può più essere limitato a eleggere ogni 5 anni un rappresentante, che sovente non lo rappresenta più, né basta promuovere a volte referendum abrogativi (d’effetto breve) su singoli argomenti, bensì è necessario che i lavoratori e i cittadini stessi abbiano maggiore forza, maggiore potere. La democrazia ha bisogno di crescere, deve esserci più “democrazia”, che etimologicamente significa più “potere del popolo”.


Ai cittadini non è più sufficiente dipendere da rappresentanti, sia pure ben disposti. A un partito non è più sufficiente denunciare soltanto gli abusi: se non si batte DA SUBITO per una democrazia che coinvolge direttamente i cittadini e i lavoratori e gli studenti, è già obsoleto, non va da nessuna parte. Con la rivoluzione Internet alla gente interessa meno se un partito si allea con un gruppo o con un altro, se ha un programma con sfumature diverse rispetto all’altro, ma vuole contare essa stessa, essere essa stessa protagonista del proprio benessere. 


I cittadini devono, per legge, decidere essi stessi: questo vince!


 La democrazia diretta, struttura ormai imprescindibile se vogliamo un’evoluzione migliore della società, richiede la conquista di due diritti fondamentali, di cui il popolo e i lavoratori italiani attualmente sono privi: l’iniziativa popolare, per cui i cittadini propongono e votano leggi nuove che il parlamento non è intenzionato a fare, e il referendum deliberativo, mediante il quale i cittadini possono correggere o precedere leggi già votate oppure da votare, sempre con effetto esecutivo e senza quorum (che va abolito). Questo a livello nazionale per le leggi dello Stato, a livello locale per le norme a livello locale, senza condizionamenti o ricatti, nella libertà. È il federalismo dal basso. Con questi due diritti la DD vince e con essa il partito che si è battuto per conquistarla!.


Analogamente occorrono leggi per cui i rappresentanti sindacali di ogni azienda vanno eletti dai lavoratori stessi e i contratti collettivi di lavoro approvati sempre dai lavoratori.


Occorrono anche leggi che coinvolgano gli studenti, per cui nelle singole università, su temi d’interesse generale, essi possono votare in modo vincolante sulle scelte che incidono sul loro futuro.


La rivoluzione Internet favorisce contatti fra tutti, una trasparenza in rete, una collaborazione globale, un’intelligenza collettiva, firme e votazioni elettroniche a costo quasi zero, un’ economia e una democrazia sempre più dirette. Chi non s’adegua perde l’evoluzione democratica e degrada. Non possiamo fermarci alle idee del secolo scorso, cioè solo al suffragio universale, perché così non facciamo progressi. Ci aspetterebbe altrimenti un feudalesimo economico, giacché il potere possiede uno strumento in più: la struttura gerarchica, per mezzo della quale alcuni-pochi assoggettano tutto. I cittadini possono vincere soltanto costruendo uno strumento più potente: la democrazia diretta del popolo. 


La democrazia siamo tutti noi, quando decidiamo insieme con effetto esecutivo nella libertà. L’essenza della democrazia non sta nel culto di personalità o d’una ideologia più o meno valida, bensì è la realizzazione della struttura che consente l’esercizio pieno, inalienabile e continuo della sovranità del popolo.


Diamo una “marcia in più” all’Italia e all’Europa. È l’ora dell’alleanza fra i lavoratori, i cittadini, i partiti progressisti, i sindacati genuini, i movimenti studenteschi, i comitati ambientalisti e il movimento della democrazia diretta, giacché uno scopo finale può essere identico, la conquista dei 2 diritti fondamentali. La DD è perno di unità.


Oggi i diritti popolari sono diventati in tutto il globo l’espressione chiave di uno sviluppo democratico duraturo. Negli ultimi venti anni, oltre un centinaio di Paesi nel mondo ha introdotto meccanismi istituzionali di partecipazione diretta nell’ambito della democrazia rappresentativa. Tra questi, come visto, la Germania ha istituito la DD in tutto il suo territorio per l’impegno del partito tedesco dei Verdi in collaborazione col movimento DD. I Verdi hanno ora la riconoscenza dei cittadini e dei lavoratori tedeschi per avere conquistato la loro compartecipazione, per cui detto partito ha recentemente superato lo SPD e, a  Brema, ha superato il CDU.


Da recenti sondaggi, effettuati negli USA e negli Stati europei, su chi vuole l’istituzione della democrazia diretta, le risposte favorevoli della popolazione variano tra il 68% e l’85%, mentre quelle dei politici variano tra il 17% e il 49%. Per le nostre conquiste democratiche occorre darci da fare.


Chi meglio dei cittadini può decidere sulle scelte più condivise e più valide per la comunità? Nessuno lo sa fare meglio dei cittadini stessi. Dovremmo sperare altrimenti in un governante illuminato, ma quanti ve ne sono di governanti illuminati che realizzano soltanto il bene comune e un’equa redistribuzione? Forse 2 su 100, se va bene. Ormai attraverso la democrazia rappresentativa e il maggioritario, non lo dimentichiamo, sono passate anche cose non valide, semidittature e dittature: il nazismo stesso è andato al potere con la democrazia rappresentativa.


Una società giusta ed equa non è possibile senza la conquista dell’istituzione della democrazia diretta. Con la globalizzazione diventa l’unica soluzione per il popolo, affinché noi siamo compartecipi, con il nostro voto vincolante, del nostro benessere e dei nostri diritti. Solo con la conquista della DD si può avere la collaborazione fra i popoli. I cittadini devono essere forti. Uniti per la DD dei cittadini si vince!     


Carlo Marinis                                                  il Movimento della Democrazia Diretta


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P.S.- È bene appoggiare il disegno di legge costituzionale n.1428 (16^ legislatura - anno 2009) presentato dal Sen. Oskar Peterlini, che intende introdurre la Democrazia Diretta in Italia.


 

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