LA DEMOCRAZIA E LE PRIME COMUNITA' CRISTIANE

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Ho letto un interessante articolo d’una giovane mussulmana sullo scambiarsi qualcosa di bello. Le ho risposto che ciò può essere l'espressione di due valori di grande importanza: uno a livello interpersonale e uno a livello comunitario istituzionale.                                                                                               <?xml:namespace prefix = o />


Amare significa donare senza chiedere nulla in cambio. Se io amo l'altro con un amore "vero", che vuol dire senza attaccamenti, senza volere neppure la sua conversione o un suo cambiamento, se faccio il vuoto dentro di me per essere solo amore per l'altro, allora non sono io che agisco, ma è  l'amore; e l'altro percepisce l'amore. E se l'altro ricambia nasce un rapporto diverso, una vita nuova, una nuova realtà: è l'Amore scambievole, per cui si diventa una cosa sola, è l'unità.


Riconoscere l'unico Dio è riconoscersi fratelli, alla pari, al di là delle convinzioni politiche, culturali, religiose, o delle abitudini di ciascuno, per cui, essendo tutti uguali, riguardo alle necessità della comunità, ogni decisione importante va presa da tutti i membri della comunità stessa, alla pari, per istituzione; allora nasce un rapporto insostituibile, una nuova realtà:  l'Autorità del popolo, che fa crescere la comunità, che "fa essere un cuor solo e un'anima sola". È la fratellanza universale, che ci rende tutti uno e attira la moltitudine. È una forza innovatrice e trasformatrice della società come nessun altro sistema.


Una cosa sola è necessaria: l'istituzione vitale dell'autorità del popolo, di cui anche "gli altri" possono essere partecipi. L'autorità del popolo è un Corpo, il cui spirito vivificatore è l'amore scambievole.


Sono due valori basilari pienamente comprensibili da tutti i popoli della terra, sono la perla preziosa che, per possederla, conviene perdere tutto quanto ci propina il potere.


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Ai lettori cristiani o non credenti, rispondo che è Gesù di Nazareth che nel I° secolo dà la soluzione (non clericale): <<In verità vi dico, ogni cosa che la comunità tutta insieme approva sulla terra è approvata anche in cielo e ogni cosa che essa respinge sulla terra è respinta anche in cielo>>. Ma questa è la democrazia diretta! Quello che, su ogni cosa, decide la comunità tutta assieme è ciò che più vale. È la “dignità regale” di ciascuno, è la sovranità del popolo. È la rivoluzione sociale portata da Gesù.


È una realtà nuova d’un valore immenso. Ogni comunità dei primi cristiani infatti è chiamata da S. Paolo “ekklêsia”, che in greco antico ha un unico significato: “il popolo riunito per decidere sulle esigenze della città”. In tal modo tra loro non ci sono bisognosi. È il messaggio sociale basilare del cristianesimo, che risolve e genera l’unità nella diversità a livello comunitario.


L’altro messaggio fondamentale del Nazareno riguarda i rapporti fra le persone: <<Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi, da questo sarete riconosciuti per miei seguaci>>, che genera l’unità nella diversità a livello interpersonale.


Sono queste le radici cristiane.


La democrazia diretta dei primi cristiani - e per la quale essi venivano spesso perseguitati e crocifissi - subisce l’affossamento definitivo nel IV° secolo d.C. per opera dell’imperatore romano Costantino I° (e successori). L’imperatore perde una grande occasione: quella di adottare nei suoi territori la nuova forma di democrazia portata dal cristianesimo, che avrebbe potuto innescare un’evoluzione ammirabile nel sistema sociopolitico. In tal modo Roma sarebbe diventata un nuovo faro di civiltà per il mondo conosciuto. Lui invece preferisce affossare la democrazia voluta dal Nazareno, creando una religione di Stato al servizio del potere. Ma la democrazia è un organismo vivente e come tutti gli organismi viventi se non si evolve si estingue, e così avviene. L’impero decade sempre più fino a rovinare e scomparire, mentre la nuova religione di Stato combatte la cultura, la libertà d’espressione e la scienza (tra l’altro distrugge tutti gli oltre 500.000 papiri della famosa biblioteca di Alessandria d’Egitto, costituenti la somma del sapere del tempo, che in tal modo vengono irrimediabilmente perduti per sempre), e subentrano, anche col supporto dei tribunali inquisitori, circa mille anni di oscurantismo, che fa perdere all’umanità la possibilità di un prezioso progresso sociale, culturale, scientifico, politico e, ovviamente, democratico.


 Il suffragio universale, insito in quella democrazia, richiede ben 1500 anni per essere riconquistato in Europa dalla società civile, nel sec. XIX° durante la rivoluzione industriale.


Oggi, con la rivoluzione Internet, la soluzione dei problemi sociali è per i cittadini quella di riavere parte reale nelle decisioni sulle leggi e le necessità comuni, mediante la votazione popolare avente effetto esecutivo.


Una società giusta ed equa senza l’istituzione della democrazia diretta è impossibile. La democrazia diretta, col nostro voto vincolante, permette a tutti noi cittadini di dare il nostro contributo e di esprimere le nostre capacità, che sviluppano così un’immensa ricchezza, facendoci veramente compartecipi del nostro benessere. Noi, i cittadini, dobbiamo essere forti per legge, è l’unica soluzione: uniti nella DD vinciamo! La conquista della democrazia diretta permette di realizzare la collaborazione fra i popoli, per un mondo unito.


Se hai delle domande, ama il popolo e capirai.


 

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