LIVELLI DI DEMOCRAZIA

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La Sovranità del Popolo.

Democrazia etimologicamente significa “potere del Popolo”. Pertanto l’essenza della democrazia non è il culto di personalità socio-politiche, non è una ideologia, non é un insieme di regole o leggi più o meno valide, bensì è la realizzazione dell’istituzione giuridica che consente l’esercizio inalienabile e vincolante della sovranità diretta del Popolo. È la massima rivoluzione sociale.

Sovrano è per definizione colui che è dotato del sommo comando, che può decidere su tutto. Ma attualmente il Popolo non comanda nulla: nelle democrazie rappresentative può al massimo decidere chi mandare al potere per 4 o 5 anni - scelta obbligata tra una cerchia ristretta di candidati, spesso soltanto due - e dopo non può decidere altro. Se durante quei 4 o 5 anni l’eletto non fa il proprio dovere, se emana leggi ingiuste, se costituisce un’oligarchia di ricchi, se condiziona l’informazione, se diventa “l’uomo forte”, se indebolisce o demolisce il sistema democratico, se prosciuga il denaro pubblico, ecc. e ha l’appoggio della “sua” maggioranza parlamentare, il Popolo non può decidere nulla. È l’impotenza del Popolo, non la sua sovranità.

Diventano necessari manifestazioni, proteste e scioperi, spesso con scarsi risultati, poiché il Popolo non ha lo strumento per esercitare la sua sovranità, è soltanto una massa. Occorre che i cittadini CONQUISTINO, assieme a quanto chiedono, anche il diritto e il potere di decidere loro direttamente con effetto esecutivo su tutto quanto non va e sulle leggi ed esigenze che li riguardano. È la conquista della democrazia diretta. Solo a questo punto una massa diventa il Popolo sovrano.

Il progresso dell’umanità proviene dall’uguaglianza democratica dei cittadini, che genera l’innalzamento della condizione umana: è la più alta espressione della volontà popolare. Chi meglio dei cittadini stessi conosce quali sono le necessità sociali della comunità e le vuole risolvere nel modo più condiviso e razionale?

Come tutti gli organismi viventi anche i sistemi sociopolitici evolvono, così la democrazia ha una sua evoluzione che, tra progressi e passi indietro, si snoda storicamente - soprattutto nei paesi occidentali – partendo dal potere assoluto generalizzato fino alla democrazia federale. Difatti nel corso dei secoli possiamo schematicamente distinguere 5 (+ 1) fasi o livelli delle strutture decisionali:

Livello democratico 0 – “Monarchia assoluta” centralizzatrice, dove una persona sola, di sangue nobile, avoca a sé ogni potere legislativo, esecutivo, giuridico e dell’informazione, e decide tutto per tutti (generalizzata sino al secolo XVIII). Possiamo inserire in questo livello, per similitudine, anche le dittature dei secoli recenti, che, fra l’altro, non permettono ai cittadini di votare i loro rappresentanti, li privano del diritto di sciopero, tengono la massa in condizioni economiche spesso precarie, per cui i cittadini sono costretti a emigrare o andare in guerra.

Livello democratico 1 – “Democrazia di censo”, dove solo i capitalisti e i ricchi possono votare e decidere per tutti nel campo sociale ed economico e di riflesso in quello politico (è favorita dalla rivoluzione industriale che inizia nel sec. XVIII). Le condizioni sociopolitiche della massa dei cittadini sono spesso assai precarie. È grosso modo la situazione analoga a cui ci vorrebbero riportare le grandi lobby finanziarie e i potentati internazionali.

Livello democratico 2 – “Democrazia rappresentativa”, centralizzata o federale, dove solo chi è votato dall’insieme di tutti i cittadini può, per un certo numero di anni, decidere per tutti (è favorita dal suffragio universale, CONQUISTATO da molti Stati occidentali nell’Ottocento con l’appoggio del movimento socialista e delle organizzazioni sindacali), che ha portato un certo miglioramento delle condizioni di vita nei Paesi che l’hanno adottata.

Livello democratico 3 – “Democrazia di partecipazione”, in cui governanti o sindaci progressisti, eletti in un sistema di democrazia rappresentativa, vogliono conoscere quali sono, nel territorio di loro competenza e in vari ambiti, le necessità sociali e le richieste tramite comitati di cittadini, riuniti assieme a esperti dei settori interessati, a sindacati ed a rappresentanti dell’amministrazione. Le richieste ritenute accettabili dal governante o dal sindaco promotore sono quindi realizzate (è favorita dalla rivoluzione tecnologica nella fase iniziale, per i contatti che permette fra le persone). Al momento attuale sta dando buoni risultati in alcuni Stati dell’America latina e in vari Comuni del mondo.

Livello democratico 4 – “Democrazia semi-diretta o diretta”, con parlamento rappresentativo eletto dai cittadini, dove la decisione ultima, in tempi tecnici brevi, spetta a tutto il Popolo, su ogni necessità ritenuta importante dai cittadini stessi, a livello sia nazionale sia locale (è favorita dalla rivoluzione tecnologica in fase avanzata, che inevitabilmente permette in tutti i campi scambi economici e rapporti sempre più diretti fra i cittadini). Finora è stata CONQUISTATA dalla Confederazione Elvetica, da alcuni Stati degli USA tra cui la California, e da tutti i Länder e Comuni della Germania.

Livello democratico 5 – “Democrazia totale”. È possibile considerare un’ultima fase, di là da venire, ove, grazie anche a un’automazione completa del sistema sociale, che permette tra l’altro un’economia diretta senza intermediari, il Popolo sovrano è libero di decidere direttamente su ogni esigenza, senza intermediazioni di rappresentanti, e gli amministratori sono al totale servizio della comunità, cui devono sempre rispondere direttamente.

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