MASSIME SU DEMOCRAZIA E POTERE

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L’arresto del progresso: "Quando in uno Stato, a causa della povertà o a causa di governi inadatti o poco capaci, avviene una fuga di cervelli verso l’estero, il regresso dell’evoluzione socio-democratica di quella comunità peggiora ancora di più".

"La diversità etnica, delle idee, delle culture, dei rapporti è, con l’autorità diretta del popolo e l'equa ridistribuzione della ricchezza, la molla per il progresso, il benessere e l’evoluzione sociale".

Martin Luther King affermava: “La violenza apporta solo vittorie temporanee, creando molti più problemi di quanti ne risolve”.

Gandhi: "In democrazia, quando si reclama la propria libertà, bisogna reclamare non solo la nostra, ma anche quella di tutti gli altri. Il dominio della maggioranza dei rappresentanti, quand’è coercitivo, è intollerabile come il dominio delle minoranze burocratiche".

"Chi è per la democrazia vuole il Bene comune. Chi è per il potere cerca la lotta cruenta del 'Bene' contro il 'Male'".

John F. Kennedy affermava: "La segretezza è di per sé ripugnante in una società libera e aperta. Noi come popolo ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete. Abbiamo deciso parecchio tempo fa che i pericoli rappresentati da eccessi di segretezza e dal tenere nascosti i fatti superano di molto i rischi di quello che invece saremmo disposti a giustificare. Non dobbiamo opporci con l’imitazione delle stesse restrizioni al pericolo determinato da una società chiusa. … Non vanno trovate scuse per imbavagliare le notizie, soffocare il dissenso, occultare i nostri errori o negare alla stampa e al pubblico i fatti che meritano di conoscere”.

“Coloro che antepongono la sicurezza alla libertà non hanno diritto né all’una né all’altra”: sono le sensate parole del politico e scienziato Benjamin Franklin, uno dei redattori della dichiarazione d’indipendenza americana.

"Le bugie più pericolose sono le verità leggermente deformate". È una massima dello scrittore e scienziato tedesco Georg Christof Lichtenberg.

"Chi è per la democrazia vuole il Bene comune. Chi è per il potere cerca la lotta cruenta del 'Bene' contro il 'Male'".

"Chi si ritiene di una civiltà superiore, in effetti è di una inciviltà superiore".

Cambiare tutto, perché nulla cambi: "Noi siamo i gattopardi, i leoni (cioè il vecchio potere). Chi in futuro ci sostituisce sono gli sciacalli, le iene (il nuovo potere). E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e iene, continuiamo a credere e a far credere a moltissime pecore che siamo il sale della terra" (tratto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa).

Il presidente americano Abraham Lincoln così scriveva: “Si possono imbrogliare tutti alcune volte oppure imbrogliare alcuni tutte le volte, ma non si possono imbrogliare tutti tutte le volte”. Ovverosia il popolo può restare ingannato qualche volta, ma non sempre.

La mostruosità della guerra. Lo storico latino Tacito (54 – 120 d.C.) ci ricorda che nessuna guerra è fatta nell’interesse del popolo, il quale non ricava alcun beneficio dalle guerre, ma ne paga tutti i costi e le conseguenze in termini di morti, feriti, orfani, vedove, danni e rovine di ogni genere e … aumento delle tasse.

Il grande scienziato Albert Einstein così scrive: “In ogni Stato la smodata sete di potere della classe dominante è contraria a ogni limitazione della propria sovranità. Ciò è in accordo con le mire di chi cerca solo vantaggi mercenari, mi riferisco soprattutto al piccolo ma risoluto gruppo di coloro che vedono nella guerra, vale a dire nella fabbricazione e vendita di armi (e nel finanziarla), un’ottima occasione per i loro interessi e per aumentare la propria influenza. La minoranza che sta al potere ha in mano la scuola, la stampa e il più delle volte anche gli organismi religiosi: questo le consente di manipolare i sentimenti delle masse, facendoli diventare strumenti della propria politica”.

"La guerra è l’espressione dell’inciviltà ed è il massimo grado del terrorismo.
La guerra è il nemico assoluto dell’umanità".
"La grossolana incapacità diplomatica di certi governanti è dimostrata dalla guerra. Fare la guerra è sempre una sconfitta; avere la pace senza fare la guerra è la vera vittoria. La violenza sia da una parte sia dall’altra alla fine non rende".

"È assai difficile ridurre all’obbedienza chi non cerca di comandare" (Jean-Jacques Rousseau).

La nascita della democrazia diretta in Svizzera: nei secoli passati le comunità elvetiche si promettono assistenza reciproca e incondizionata contro qualsiasi avversario, rifiutano che la giustizia venga amministrata da funzionari stranieri, pretendono che i giudici siano scelti fra loro e che in caso di conflitti fra comunità si ricorra a un arbitro.
Le comunità delle vallate vogliono salvaguardare le libertà e amministrare esse stesse i loro beni. È dal basso dunque che si governa, a differenza delle regole in vigore in altre nazioni. È nella Costituzione del 1874 che viene iscritto il diritto di referendum (deliberativo) e nel 1891 viene pure iscritto il diritto dell’iniziativa popolare. La Svizzera diventa ufficialmente una "democrazia semidiretta" con due diritti di un'ampiezza introvabile e impensabile altrove.

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