NOTIZIARIO DD N. 11 - Comune di Malles Venosta: un voto referendario innovativo

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COMUNE DI MALLES VENOSTA: UN VOTO REFERENDARIO INNOVATIVO UTILIZZANDO IL SISTEMA POSTALE.
Il Comune di Malles Venosta, provincia di Bolzano, nelle ultime due settimane di agosto 2014 ha adottato un nuovo tipo di referendum, sia nel quesito sia nel metodo. Per la prima volta gli elettori di un Comune di questa Provincia si sono potuti esprimere sull’uso dei pesticidi in agricoltura, specialmente nelle piantagioni di mele, accogliendo a grande maggioranza (75,68%) la proposta dei promotori, cioè introdurre un regime più severo per l’utilizzo degli anticrittogamici sul territorio di Malles Venosta.

E per la prima volta i cittadini di un Comune si sono valsi del voto postale, cioè potevano votare, in un arco di due settimane, servendosi dell’apposita scheda e busta di votazione recapitata da parte dell’ufficio elettorale. Questo metodo, già diffuso in vari altri Paesi, non solo ha consentito ai cittadini di votare tranquillamente a casa, dopo la lettura dell’opuscolo d'informazione inviato dal comune, ma in pratica ha consentito ad un maggior numero di persone di votare, tant’è vero che la partecipazione ha sfiorato il 70%.

Le innovazioni di questa tornata referendaria di Malles Venosta non si fermano qui, ma ne vanno menzionate, oltre il voto postale, altre sei:
1. Le votazioni referendarie a Malles Venosta, secondo lo statuto, sono tutte con effetto vincolante, cioè l’amministrazione è obbligata ad applicare la decisione dei cittadini.
2. Il Comune di Malles Venosta ai suoi cittadini ha riconosciuto entrambi i diritti referendari principali: l’iniziativa popolare e il referendum deliberativo. L’iniziativa popolare per votare su una proposta promossa dai cittadini, il referendum deliberativo per decidere sull’entrata in vigore o meno di una delibera presa dalla Giunta o dal Consiglio comunale.
3. Il quorum di partecipazione è stato ridotto al 20%, soglia piuttosto accettabile che non si presta ad eventuali campagne di boicottaggio.
4. Le firme per un’iniziativa popolare possono essere raccolte liberamente, cioè non devono essere autenticate da un ufficiale pubblico o da un rappresentante politico, basta invece la delega, da parte del Sindaco, di un semplice cittadino.
5. Tutti gli aventi diritto al voto referendario (inclusi i 16enni) assieme ai documenti di voto hanno ricevuto l’opuscolo ufficiale di votazione, in cui sono spiegati: il quesito, le informazioni utili e il vademecum della votazione. Inoltre sia i promotori sia gli oppositori del divieto dell’impiego di pesticidi hanno avuto due pagine per illustrare le proprie ragioni. La redazione di questo opuscolo è stata curata dalla Commissione per lo svolgimento dei referendum.
6. Infine il Consiglio comunale avrebbe anche avuto la possibilità di portare a votazione una sua controproposta. Se l’avesse fatto, i cittadini avrebbero potuto scegliere fra due proposte alternative.

Tutto sommato Malles Venosta si presenta come un Comune aperto ad un nuovo tipo di partecipazione dei cittadini, che considera un buon regolamento dei referendum comunali come condizione essenziale per far funzionare la democrazia diretta.

IL REFERENDUM POPOLARE CON VOTO POSTALE EFFETTUATO A MALLES VENOSTA È UN ESEMPIO PER TUTTI I COMUNI D’ITALIA.

il referendum popolare che si è tenuto usando per la prima volta in Italia il sistema del voto postale - diffuso da anni in Svizzera e in Oregon (USA) - si è concluso con un' alta partecipazione.
Il sistema di voto usato è quello postale, che finora non è stato adottato da nessun altro Comune in Italia. Ed è un peccato, visto l’affluenza ottenuta e il molto probabile risparmio dovuto alla non necessità di allestire i seggi elettorali e di pagare il personale per una intera giornata. Questo è un fatto storico per l’Italia, innumerevoli volte gli amministratori si sono lamentati che i referendum costerebbero troppo. Ecco la risposta concreta, introdurre il voto postale e togliere il quorum.

Il tema della votazione era l’abolizione dei fitofarmaci e dei pesticidi a Malles Venosta. Il 75% dei votanti ha deciso di toglierli. Quindi un'ulteriore buona notizia all’interno di una buona notizia!

Riassumendo, l’esempio di Malles Venosta ci dice che per risparmiare i soldi dei contribuenti ed aumentare l’affluenza al voto occorre:
1. togliere il quorum (o abbassarlo al massimo);
2. introdurre il voto postale.
Gli amministratori e cittadini italiani dovrebbero studiare ed applicare questo esempio.

(Queste notizie sono tratte dal blog di Paolo Michelotto, comunicate da Thomas Benedikter).

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