NOTIZIARIO DD N. 12 - NUOVO STATUTO DEL COMUNE DI VIGNOLA (MO) BASATO SU DEMOCRAZIA DIRETTA E PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI

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NUOVO STATUTO DD DEL COMUNE DI VIGNOLA

Il 21 giugno 2016 il Comune di Vignola (MO) ha approvato il nuovo Statuto Comunale, fortemente voluto dall’amministrazione della lista civica del sindaco Mauro Smeraldi, grazie all’impegno dell’assessore alla democrazia Monica Maisani e dei loro collaboratori, introducendo strumenti di partecipazione e di democrazia diretta fortemente innovativi (estratto dal blog di Paolo Michelotto).

Ecco la lista degli strumenti inseriti e a seguire l’intero Statuto Comunale:

- Petizione elettronica su uno spazio web del comune. Risposta obbligata del sindaco entro 60 giorni;

- La parola al cittadino: serata partecipativa in cui tutti i cittadini possono proporre, discutere, votare – le 3 proposte più votate vanno in consiglio comunale nella prima seduta utile;

- La giornata della democrazi: un’intera giornata dedicata alla partecipazione di cittadini autoconvocati e scelti ad estrazione nelle liste elettorali su temi cittadini il cui esito è poi portato nelle commissioni del consiglio comunale direttamente dai cittadini;

- Scelta partecipata: un nuovo percorso partecipato che permette, se i cittadini ne hanno il desiderio e le energie di attivare il bilancio partecipato, ma non solo. Il percorso può riguardare qualsiasi argomento di competenza comunale e la sua ampiezza è decisa dai cittadini stessi. Se l’amministrazione non approva quanto proposto dai cittadini con questo percorso, essi possono, raccogliendo metà firme di quelle necessarie per i referendum, attivare una votazione popolare vincolante sulla proposta da loro formulata;

- Consiglio comunale aperto con proposte dei cittadini votate dai consiglieri: dove i cittadini possono partecipare e dove anche le loro proposte possono essere messe al voto dei consiglieri;

- Iniziativa popolare a voto consiliare con discussione entro 3 mesi;

- Iniziativa popolare a voto popolare: questo è il modello della iniziativa svizzera. La proposta dei cittadini, dopo la raccolta di firme va in consiglio comunale. Questo lo discute in tempi precisi e se non lo accetta, si va al voto popolare avente immediato effetto esecutivo. Senza quorum;

- Possibilità di controproposta consiliare: quando i cittadini creano un quesito, se non viene accettato dagli amministratori, questi possono formulare una controproposta. I cittadini alla fine sono chiamati a votare la proposta originale dei cittadini, la controproposta o il mantenimento dello status quo;

- Quorum zero su tutti gli strumenti referendari e tutti hanno esito vincolante;

- Gli amministratori non possono disattendere i risultati del referendum per tutta la durata del loro mandato elettorale;

- Referendum confermativo senza quorum vincolante: questo è lo strumento più utilizzato dai cittadini in Svizzera. Quando un atto amministrativo è votato dagli amministratori, prima che entri in vigore i cittadini di Vignola possono raccogliere 1000 firme e chiedere il voto di tutti i cittadini. Esso entra in vigore solo se la maggioranza vota SÌ;

- Referendum abrogativo senza quorum.

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Qui il nuovo Statuto Comunale del Comune di Vignola approvato il 21-06-2016.
www.comune.vignola.mo.it>Comune>Statuto e allegato.

E dal regolamento attuativo usciranno altri interessanti sviluppi nella raccolta firme innovativa rispetto a quella attuale, nella modalità di voto (elettronico, postale) e in altri aspetti ancora.

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Comunicato Stampa del 24 giugno 2016 (mandato al blog citato sopra da Roberto Brambilla):
L’amministrazione comunale di Vignola con il nuovo statuto scrive una pagina storica per la democrazia italiana.

Il 21 giugno a Vignola (Modena) – comune di 25.250 abitanti amministrato dalle tre Liste civiche Vignola Cambia, Vignola per Tutti e Città di Vignola – il consiglio comunale ha approvato il nuovo statuto che dà ai cittadini avanzatissimi strumenti di democrazia diretta per esercitare a livello comunale la “sovranità”.

In questo modo il comune di Vignola diventa la punta più avanzata nel settore della democrazia diretta in Italia e probabilmente in Europa.

“Il nuovo Statuto – ricorda Monica Maisani – Assessora alla democrazia e alla partecipazione – prevede numerosi istituti, alcuni assai innovativi come “La parola al cittadino”, “La giornata della Democrazia” e “la Scelta Partecipata”, altri già presenti in alcuni Statuti comunali, ma non tutti assieme, come le diverse tipologie di Referendum (confermativo, consultivo e abrogativo), l’iniziativa popolare a voto popolare e l’iniziativa popolare a voto consiliare. Sono presenti anche le istanze e le petizioni, per queste ultime abbiamo previsto la petizione elettronica e l’opportunità di presentarle anche da parte dei non residenti che studino o lavorino in città e dei sedicenni. Per dare un’idea, nel vecchio Statuto le norme che si riferivano agli istituti di partecipazione erano 4, nel nuovo Statuto sono 18.”

Tutti questi istituti sono a quorum zero: una regola che obbliga a discutere sul merito delle proposte sia i favorevoli che i contrari; chi non partecipa delega a chi partecipa la decisione.

“Questi strumenti – dice il sindaco di Vignola Mauro Smeraldi – sono i canali attraverso i quali i cittadini potranno esercitare la loro partecipazione, non sono un risultato quanto piuttosto un mezzo. Sono nati attraverso un percorso partecipato che ha coinvolto direttamente i cittadini nella sua stesura. Questo dimostra che già il senso civico è in fase di crescita e sviluppo nella comunità. E’ un fatto che dove si sono messi in atto strumenti di democrazia diretta avanzati le cose funzionano: le amministrazioni diventano più attente già prima di avviare un percorso decisionale e i cittadini si sentono parte delle scelte, tendendo quindi a collaborare (certo talvolta anche con modifiche sostanziali e cambi di direzione) anziché necessariamente a contrapporsi in uno sterile confronto che finisce solo per ledere maggiormente i rapporti. Inoltre gli strumenti di democrazia diretta richiedono organizzazione e responsabilità per essere portati avanti. Il pericolo di blocco della macchina comunale non esiste.

Quando infatti si raggiungono i numeri che fanno scattare questi strumenti vuole dire che ci troviamo davanti all’espressione di una porzione importante della popolazione, che sarebbe sotto ogni profilo sbagliato non tenere in considerazione. Recentemente anche uno studio di Gallup ha fatto emergere come i cittadini che hanno a disposizione strumenti partecipativi diretti sono anche cittadini più felici.”

L’aspetto tragicomico di questa bella operazione è che il PD locale – all’opposizione – ha votato contro adducendo il pretesto che gli istituti inseriti nello statuto potrebbero avere un impatto negativo sull’amministrazione, rallentandone e bloccandone, in alcuni casi, l’attività.

Per contattare l’amministrazione comunale rivolgersi a
segreteriasindaco@comune.vignola.mo.it
partecipazione@comune.vignola.mo.it

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Qui l’intervista realizzata da Roberto Brambilla all’assessora Monica Maisani e al sindaco Mauro Smeraldi

********* Chiediamo a Monica Maisani, Assessora alla democrazia e alla partecipazione, di spiegarci i dettagli di questa rivoluzionaria iniziativa.

QUALI STRUMENTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA PREVEDE LO STATUTO?
Il nuovo Statuto prevede numerosi istituti, alcuni estremamente innovativi come La parola al cittadino, La giornata della Democrazia e la Scelta Partecipata, altri già presenti in alcuni Statuti comunali, ma non tutti assieme, come le diverse tipologie di Referendum (confermativo, consultivo e abrogativo), l’iniziativa popolare a voto popolare e l’iniziativa popolare a voto consiliare. Sono presenti anche le istanze e le petizioni, per queste ultime abbiamo previsto la petizione elettronica e l’opportunità di presentarle anche da parte dei non residenti che studino o lavorino in città e dei sedicenni. Per dare un’idea, nel vecchio Statuto le norme che si riferivano agli istituti di partecipazione erano 4, nel nuovo Statuto sono 18.

SIETE RIUSCITI AD ABBASSARE IL QUORUM CHE DI SOLITO VIENE TENUTO ALTO DALLE AMMINISTRAZIONI?
Tutti i referendum sono senza quorum.

QUANTE FIRME OCCORRONO PER FAR INDIRE I REFERENDUM?
Occorrono mille firme, pari a circa il 6% degli aventi diritto al voto.

COME È STATO L’ITER CHE HA PRECEDUTO L’APPROVAZIONE DA PARTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI IERI SERA?
A seguito della Giornata della democrazia organizzata dalla nostra Amministrazione il 1 marzo 2015, in cui sono state presentate e discusse dai cittadini delle proposte di modifica dello Statuto comunale, come il quorum zero, la partecipazione informata e il voto elettronico, abbiamo costituito un tavolo tecnico che ha elaborato una bozza secondo le indicazioni emerse nella giornata del 1 marzo e secondo quelle presenti nelle linee programmatiche della nuova Amministrazione. A dicembre 2015 – conformemente alla legge regionale 3 sulla partecipazione – abbiamo attivato un percorso partecipato che ha coinvolto la prima commissione consiliare e un tavolo di negoziazione costituito da 20 membri, cittadini e rappresentanti di enti e associazioni, e che ha lavorato parallelamente sulla bozza di nuovo Statuto. Il 16 giugno 2016 in una riunione plenaria la Commissione e il Tavolo di negoziazione hanno condiviso un Documento di proposta partecipata che è stato presentato in Consiglio il 21 giugno.

COME HANNO VOTATO LE FORZE ALL’OPPOSIZIONE E COME HANNO MOTIVATO IL LORO VOTO?
La Consigliera del MoVimento CinqueStelle ha votato a favore del nuovo Statuto, avendo tra l’altro partecipato attivamente ai lavori della Commissione e all’organizzazione di una serata pubblica di approfondimento con l’Amministrazione di Parma che ha uno Statuto simile al nostro, il Pd ha votato contro il nuovo Statuto motivando la sua scelta con la contrarietà di principio alla democrazia diretta e in particolare agli istituti che abbiamo inserito in quanto potrebbero avere un impatto negativo sull’amministrazione, rallentandone e bloccandone, in alcuni casi, l’attività.

COME SONO STATI COINVOLTI I CITTADINI?
Come ho già detto, li abbiamo coinvolti attraverso un percorso partecipato e, cioè, abbiamo scritto insieme le norme del nuovo Statuto. Inoltre, abbiamo organizzato tre serate di informazione e approfondimento. Abbiamo, sin dall’inizio del percorso, pubblicato tutti i materiali di lavoro, compresi i verbali delle sedute, sul blog Partecipattiva.

********* Chiediamo infine il commento del Sindaco di Vignola Mauro Smeraldi.

PERCHÉ LE LISTE CIVICHE “VIGNOLA CAMBIA, VIGNOLA PER TUTTI E CITTÀ DI VIGNOLA CREDONO NELLA DEMOCRAZIA DIRETTA? CI SONO PARTITI “NASCOSTI” NELLA LISTA?
L’unione delle nostre liste è nata intorno ad un programma che mette al centro la partecipazione. Nel momento in cui il nostro progetto politico è nato ogni appartenenza partitica è esplicitamente rimasta fuori. Che i cittadini abbiano vissuto un processo di allontanamento dalla vita politica è una realtà (ce lo dicono anche le percentuali sempre più basse di coloro che si recano al voto) e il nostro obiettivo è quello di ridare fiducia e strumenti concreti per tornare a vivere la cosa pubblica.

PENSA CHE QUESTI NUOVI STRUMENTI POSSANO AIUTARE A FAR CRESCERE IL SENSO CIVICO DEI CITTADINI?
Questi strumenti sono i canali attraverso i quali i cittadini potranno esercitare la loro partecipazione, non sono un risultato quanto piuttosto un mezzo. Ciò che è particolarmente significativo è che tali strumenti sono nati attraverso un percorso partecipato, percorso che ha coinvolto direttamente i cittadini nella sua stesura. Questo dimostra che già il senso civico è in fase di crescita e sviluppo nella comunità.

QUESTI STRUMENTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA POTREBBERO RITORCERSI CONTRO L’AMMINISTRAZIONE?
E’ un fatto che dove si sono messi in atto strumenti di democrazia diretta avanzati le cose funzionano: le amministrazioni diventano più attente già prima di avviare un percorso decisionale e i cittadini si sentono parte delle scelte, tendendo quindi a collaborare (certo talvolta anche con modifiche sostanziali e cambi di direzione) anziché necessariamente a contrapporsi in uno sterile confronto che finisce solo per ledere maggiormente i rapporti. Inoltre gli strumenti di democrazia diretta richiedono comunque organizzazione e responsabilità per essere portati avanti. Non è possibile per individui o piccoli gruppi isolati, che magari agiscono proprio con l’intento di bloccare la macchina decisionale, portare avanti in modo deliberato questi tentativi. Quando si raggiungono i numeri che fanno scattare questi strumenti vuole dire che ci troviamo davanti all’espressione di una porzione importante della popolazione, che sarebbe sotto ogni profilo sbagliato non tenere in considerazione. Recentemente anche uno studio di Gallup ha fatto emergere come i cittadini che hanno a disposizione strumenti partecipativi diretti sono anche cittadini più felici.

COSA CONSIGLIA AI SUOI COLLEGHI SINDACI ITALIANI?
Il mio consiglio non può essere altro che quello di intraprendere percorsi analoghi, coinvolgendo da subito i loro concittadini, che, lo ricordo, sono una risorsa, non un problema per chi amministra. Gli amministratori non devono poi sentirsi soli in questo percorso. Per noi è stato ad esempio fondamentale il contributo apportato da Paolo Michelotto, così come il confronto coni il Professor Andrea Morrone, Docente della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna. Anche la Regione Emilia Romagna per noi è stata una risorsa importante.

IL COMUNE DI VIGNOLA SARÀ DISPONIBILE A ESPORTARE QUESTA ESPERIENZA IN ALTRI COMUNI?
Beh, non è che possiamo invadere altri comuni con la nostra polizia municipale per “esportare la democrazia”, non sarebbe di certo una scelta partecipata, no? Di certo saremo felici di condividere la nostra esperienza con chiunque voglia approfondire il percorso che abbiamo fatto. Il Comune di Vignola ha tratto enorme vantaggio dal conoscere e approfondire le esperienze portate avanti in altre realtà grazie alla disponibilità di altri amministratori e animatori di percorsi analoghi. Siamo certamente disponibili oggi a fare lo stesso per gli altri.

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