PIÙ DEMOCRAZIA UGUALE A PIÙ BENESSERE

2
0

I problemi non possono essere risolti con la stessa struttura che li ha prodotti (Albert Einstein).                                                         


In occasione della “Giornata del libro politico” a Roma, Palazzo di Montecitorio, il giorno 20 ottobre 2011 è stato presentato il libro di Thomas Benedikter sulla democrazia diretta. Hanno parlato sull’argomento, oltre all’autore, il Sen. Oskar Peterlini e il sottoscritto, di cui riporto l’intervento:                                         <?xml:namespace prefix = o />
 


Ringrazio Thomas Benedikter per il suo libro “Democrazia diretta: più potere ai cittadini”, un’opera organica che illustra con grande perizia e rigore il valore e gli strumenti della democrazia diretta, indicando le soluzioni più idonee di cui l’Italia e l’Unione Europea hanno urgente necessità.
 


Ringrazio il Senatore Peterlini per il suo disegno di legge sulla Democrazia diretta che è stato presentato al Senato.
 


IL FILO CONDUTTORE DI QUELLO CHE STO PER DIRE È:  DOVE C’È PIÙ DEMOCRAZIA C’È PIÙ BENESSERE E DOVE C'È MENO DEMOCRAZIA C'È MENO BENESSERE.
 


Albert Einstein affermava che i problemi non possono essere risolti con la stessa struttura che li ha prodotti.



Nell’Ottocento le condizioni dei lavoratori erano miserevoli, occorreva una nuova struttura. In Europa i movimenti sindacali e socialisti si batterono per anni fino alla conquista del suffragio universale, per cui i rappresentanti erano eletti da tutto il popolo e non solo dai ricchi. I rappresentanti eletti da tutti emanarono leggi che sollevavano la massa dei cittadini dalla loro situazione di grave indigenza. E allora ci si accorse che questi compravano di più, lavoravano con maggiore efficienza, le imprese vendevano di più e di conseguenza potevano produrre di più.  È questo che ha fatto progredire l’Occidente nel benessere.


 



 Anche oggi per risolvere i problemi dell’Italia e dell’Europa occorrono nuove strutture che permettano di accogliere e portare avanti il processo evolutivo di partecipazione diretta dei cittadini tutti, con effetto vincolante.


Tutti noi abbiamo potuto constatare dai risultati dei referendum del giugno scorso, l’importanza della decisione diretta dei cittadini quando si toccano i problemi concreti. Lo strumento giuridico, che permette ai cittadini stessi di decidere democraticamente con effetto esecutivo su leggi e necessità comuni, raccoglie grandi consensi ed è vincente.


Si tenga presente che la società sarà sempre più immersa nella rivoluzione Internet che facilita contatti strettissimi fra tutti, una trasparenza in rete, un’intelligenza collettiva, una collaborazione globale, votazioni e firme elettroniche a costo quasi zero, e di conseguenza favorirà sempre più la convergenza verso la democrazia diretta.


Anche se i poteri forti non vogliono il progresso della democrazia, il mondo sta cambiando.


Ad un partito o a un movimento non è più sufficiente la sola denuncia degli abusi, non andrà da nessuna parte se rimane legato unicamente alle strutture del secolo passato, o resta chiuso nella propria ideologia o nella propria organizzazione. Esso deve battersi per l’istituzione, ormai imprescindibile, della partecipazione diretta dei cittadini. Chi non s’adegua perde l’evoluzione e diventa inevitabilmente obsoleto e si divide o perde.


Democrazia, etimologicamente, significa “potere del popolo”; la democrazia deve crescere, bisogna che ci sia più “democrazia”, ossia più “potere del popolo”. È la democrazia diretta, è l’uguaglianza, è la soluzione vincente.


La democrazia diretta è l’unico strumento che permette il vero esercizio della Sovranità del Popolo.


Ad esempio la Germania, che come sappiamo ha la migliore ripresa dell’Unione Europea, non solo non ha ridotto in questi anni i diritti dei cittadini o dei lavoratori (gli operai delle industrie automobilistiche colà prendono il doppio di quelli italiani), bensì ha largamente accresciuto tali diritti, introducendo la democrazia diretta dei cittadini in tutti i suoi Comuni e in tutti i suoi 16 Länder, grazie all’impegno messo dal partito dei Verdi unitamente al movimento democratico diretto tedesco.


Il partito Verde ha avuto il ringraziamento dei cittadini per avere conquistato la loro compartecipazione, per cui ora alle elezioni hanno superato la SPD e, ultimamente a Brema, anche la CDU.


Quando tutti i cittadini assieme possono prendere decisioni, con effetto esecutivo, apportano per intero il loro contributo e le loro capacità, fornendo una grande spinta alla ricchezza e allo sviluppo della Nazione: così è, malgrado la crisi, per la Germania.


 (NOTA:- Per risolvere la crisi in Italia, occorre dare più diritti democratici diretti ai cittadini e un migliore trattamento ai lavoratori, sostenere le piccole-medie imprese e i prezzi agricoli, tassare di più le classi agiate anche con patrimoniale (ad esempio 1,5 per mille sul capitale + riserve oltre i 2.000.000 di euro), controllare il sistema bancario/finanziario, far restituire il maltolto (vedasi l’Islanda), eliminare privilegi e costi pubblici inutili, ridurre o cancellare le spese di guerra, fare, assegnandole a tutte le imprese valide, nuove opere di tecnologia d’avanguardia, bloccare i derivati, favorire la ricerca).


La democrazia diretta richiede la conquista di una legge fondamentale: la votazione popolare, che contempla due diritti, di cui il popolo italiano è tuttora privo: l’iniziativa popolare  e il referendum deliberativo, mediante i quali i cittadini, con effetto esecutivo, propongono e votano leggi nuove, che il governo o il parlamento non sono intenzionati a fare, oppure possono correggere o precedere leggi già votate o da votare. Ovviamente senza alcun quorum (CHE VA ABOLITO).


QUAL È LA DIFFERENZA FRA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA E DEMOCRAZIA DIRETTA? Nella DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA il diritto fondamentale è il suffragio universale, con effetto esecutivo (per eleggere i rappresentanti). Nella DEMOCRAZIA DIRETTA oltre al suffragio universale vi è il diritto fondamentale della votazione popolare, con effetto esecutivo (per decidere sulle leggi).


Con questi due diritti la Nazione ha la “marcia in più”, tutto funziona meglio, giacché obbliga i governanti a servire il bene comune, e non rallenta nulla, in quanto che i politici sanno di non poter uscire dai binari o fare errori, avendo il popolo potere di veto e di delibera.


Questo sia a livello nazionale sia a livello locale. È il federalismo della sovranità del popolo:  QUESTO FA GRANDE UNA NAZIONE.


Oggi i diritti della partecipazione popolare sono diventati in tutto il globo l’espressione chiave di uno sviluppo democratico duraturo. Negli ultimi vent’anni, un centinaio di Paesi nel mondo ha introdotto meccanismi istituzionali di partecipazione diretta nell’ambito della democrazia rappresentativa (tra cui, come visto, la Germania).


Indagini recenti, effettuate nell’Unione Europea e negli USA, su chi desidera l’istituzione della democrazia diretta, rivelano che le risposte favorevoli dei cittadini sono in media il 75%, mentre quelle dei politici sono in media il 32% (in Germania il 50%).


Chi meglio dei cittadini può decidere le soluzioni più condivise e valide per la comunità?  Nessun altro può farlo. L’essenza della democrazia non è il culto di personalità o d’una ideologia più o meno valida. LA DEMOCRAZIA SIAMO TUTTI NOI, QUANDO PER LEGGE DECIDIAMO INSIEME CON EFFETTO ESECUTIVO SULLE ESIGENZE COMUNI. È LA LIBERTÀ.


È un grandissimo tesoro da scoprire e utilizzare. Ricordiamoci che con la democrazia rappresentativa e il maggioritario sono passate molte cose non belle o non valide, guerre, semidittature e dittature: anche il nazismo è andato al potere attraverso la democrazia rappresentativa.


Una società giusta ed equa senza l’istituzione della Democrazia Diretta è impossibile.


Cominciamo  un progetto comune per la Nazione Italia, diamo il nostro apporto per l’istituzione della democrazia diretta.


                                             *******


Ma una Nazione non basta: occorre un progetto comune per l’Europa.


Nell’Ottocento i cittadini dell’Europa si batterono a lungo per conquistare Costituzioni liberali.


Ora bisogna battersi per una Costituzione Europea basata sulla democrazia diretta dei cittadini. Soltanto questa nuova struttura può portare all’unità dell’Europa.


L’idea di costruire una struttura centralizzatrice della UE, affinché sia una potenza mondiale, non può fare altro che legare le mani ai singoli Stati. Instaurare oggi un governo centralizzatore o comunque senza la democrazia diretta significherebbe per l’Europa non essere all’altezza dei tempi e venire superata, o colonizzata, da quegli Stati o Federazioni che sanno comprendere il futuro.


Io ho iniziato a scrivere una bozza, una piattaforma preliminare di Costituzione Europea, basata sui principi della democratica diretta (riportata su questo sito nel “blog di Carlo”:  “Proposta di Costituzione democratica diretta dell’Unione Europea”, con traduzione in inglese e spagnolo), che salvaguarda sia l’unità dell’Europa sia l’identità nazionale dei singoli Stati.


Nel progetto l’Unione Europea è considerata una FEDERAZIONE di 27 Stati alla pari, a loro volta ripartiti in Regioni e Comuni. Il Popolo è sovrano e le sue decisioni sono vincolanti.


Vi è la netta separazione, come negli Stati Uniti, fra il potere esecutivo e il legislativo. Gli esecutivi sono eletti e non designati e non sono necessariamente esponenti di una maggioranza. L’Unione Europea viene in tal modo molto favorita dal fatto che gli esecutivi non hanno niente a che vedere coi legislativi.


I cittadini con la votazione popolare possono sempre rendere immediatamente vincolante la loro volontà. Questo diritto fondamentale, che vale a livello Federazione e a livello locale, è la "marcia in più" che nel progetto è data all’Unione Europea in fatto di democrazia. Tale diritto richiede la doppia approvazione della maggioranza sia dei cittadini sia degli Stati.


Per indire un referendum oppure un’iniziativa riguardanti leggi ordinarie occorre raccogliere un certo numero di firme, senza quorum o altri impedimenti burocratici. Bisogna pertanto al più presto portare a compimento il progetto del voto automatizzato e delle firme elettroniche, che permette tempi tecnici assai brevi e costo quasi zero.


Nel progetto le leggi costituzionali, l’adesione dell’Unione Europea ad Organizzazioni internazionali e i Trattati internazionali di durata indeterminata sono obbligatoriamente sottoposti all’approvazione popolare.


Tutti gli esecutivi sono collegiali, rispecchiando una struttura politica che non ama le "persone che emergono":  è richiesta la collaborazione invece della contrapposizione.


Ogni Presidente di questi Consigli è "primus inter pares". Il Presidente del Consiglio dell’Unione Europea, dura in carica 1 (o 2) anni e dopo non può più essere rieletto. Tutto ciò - sembra un paradosso - permette governi molto stabili e più disposti a operare per il benessere comune.


Il Congresso federale è composto di due Camere dotate delle stesse competenze: un Parlamento con un numero di membri proporzionale alla popolazione e un Senato degli Stati e delle Regioni con un numero fisso di 3 senatori per ciascuno Stato.


Tutti i rappresentanti ricevono soltanto l’indennità di presenza.


Gli esecutivi sono formati da professionisti (Consigli federali e locali, sindaci dei grandi comuni) con un onorario annuo.


È una situazione che funziona bene e consente grandi risparmi, creando un sistema politico efficiente e poco costoso.


È ammessa la privatizzazione di vari servizi pubblici, che tuttavia funzionano perché è alle condizioni approvate da referendum popolare, e sono obbligatoriamente amministrati col concorso e sotto la sorveglianza, anche sui costi, del Congresso Federale.


Nella bozza viene usato il termine "attività civile" per indicare non professionista, non pagato, non permanente. Vale per le forze armate di leva, per i vigili del fuoco, per la protezione civile, per la politica, per certe forme di assistenza.


Queste direttive permettono che i redditi medi del lavoro dipendente siano elevati. Ciò porta al senso di responsabilità e all’etica del lavoro, e, data l’alta efficienza per un’ottima formazione anche professionale, fa tendere a lavorare con meno persone possibile. Tale sistema fa aumentare i consumi e di conseguenza la produzione, e attira inoltre gli investimenti, anche esteri, facendo sì che la disoccupazione sia minima.


Nel caso di crisi economica, nei settori colpiti non vanno licenziati i lavoratori, ma nel corso dell’anno tutti devono lavorare nove oppure dieci mesi invece di dodici, affinché nessuno resti senza lavoro.


Le pensioni pubbliche massime non possono superare il doppio delle pensioni pubbliche minime, e sono vietati trattamenti esorbitanti per pochi privilegiati.


Tutto l’insieme crea un sistema che rende possibile grandi risparmi alla UE, e pertanto permette di riscuotere imposte con aliquote molto basse: ad es., come valori massimi, 12% sul reddito netto, 1 per mille sul capitale e le riserve (la patrimoniale), 7% di IVA.


Il sistema proposto, per di più, rende l’Unione Europea non “di parte” nei contrasti internazionali, e per la sua neutralità i prodotti fabbricati nella UE avranno un gradimento all’estero più esteso di quelli provenienti da altri Paesi.


In conclusione la Costituzione federale, in cui sono presenti forme avanzate di democrazia diretta, crea automaticamente un circuito virtuoso, che sviluppa, come risulta da indagini fatte, maggiore benessere economico, minore debito pubblico, minori tasse, ambiente vivibile, più giustizia sociale, pensioni eque, massima occupazione, minori costi degli enti pubblici, maggiore efficienza, minore spesa per i rifiuti, maturità politica dei cittadini, pace duratura, più tolleranza.


Una persona mi diceva che queste sono cose irrealizzabili. Non è così: sono irrealizzabili con la struttura attuale, con la democrazia rappresentativa. Sono realizzabili con la struttura della democrazia diretta.


Per realizzare la democrazia diretta bisogna crederci, bisogna avere fiducia nei cittadini.


AFFERMAVANO I DECENVIRI, MAGISTRATI DELL’ANTICA ROMA REPUBBLICANA, 2500 ANNI FA, ripeto, 2500 ANNI FA: “ROMANI! (Io vi posso dire) CITTADINE E CITTADINI!  NULLA DI QUELLO CHE VIENE PROPOSTO PUÒ DIVENTARE LEGGE SENZA IL VOSTRO CONSENSO, SIATE VOI STESSI GLI AUTORI DELLE LEGGI CHE DEVONO FARE IL VOSTRO BENESSERE!”.     


È QUESTO CHE HA FATTO GRANDE ROMA.


Carlo


*°*@*°*

Share this