Svizzera e "Democrazia diretta"

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mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Sono invitato a dare qualche informazione sulla realtà politico-istituzionale del mio Paese (la Svizzera) che, fra le sue caratteristiche, annovera due diritti fondamentali del cittadino (referendum e iniziativa popolare) assolutamente non confrontabili (a causa della loro ampiezza e radicalità) con simili possibilità esistenti negli altri Paesi.
Innanzitutto, visto che mi rivolgo soprattutto a italiani, qualche precisazione sulla Svizzera.
1. Con il nome ufficiale (storico anche se assolutamente improprio) di CONFEDERAZIONE SVIZZERA (abbreviato anche con SVIZZERA) è nato nel 1848, per volontà popolare, uno STATO FEDERALE (sul modello degli Stati Uniti) che, attualmente, secondo la Costituzione del 1999, è costituito dal Popolo e da 26 (ventisei) Cantoni.
2. La Svizzera è dunque uno dei pochi (25 su 192 stati aderenti all' ONU) stati con struttura federale. In Europa solo Germania e Austria sono veri Stati federali. Regno Unito, Spagna....con le loro "devolutions" verticali non possono essere definiti Stati federali.
3. La Svizzera non ha nè Capi di Stato nè capi di Governo. Tutti gli esecutivi sono collegiali....., rispecchiando cosi una mentalità che non ama le "persone che emergono". E' l' ultimo (unico) esempio di governo direttoriale esistente ai tempi della Rivoluzione francese. Questa situazione vale sia per il Governo federale (Consiglio federale), sia per i 26 governi cantonali (consigli di stato) sia per le Municipalità (circa 2700).
Presidente della Confederazione, presidenti dei Governi cantonali e sindaci sono solo "primus inter pares".
4. Come negli Stati Uniti vi è la netta separazione fra il potere Esecutivo e il Legislativo. Gli esecutivi sono eletti e non designati e non sono necessariamente esponenti di una maggioranza.
5. I diritti popolari sono: diritto elettorale, diritto di voto, diritto di referendum, diritto di iniziativa , diritto di petizione.
6. Sono soprattutto i diritti di referendum e di iniziativa popolare che contraddistinguuono la Svizzera dagli altri Stati..In pratica:
- Con la presentazione di 50 mila firme si puo' mettere in votazione popolare cio' che è stato già votato dal Parlamento (referendum)
- Con la presentazione di 100 mila firme si puo' presentare una modifica costituzionale: è la cosiddetta iniziativa popolare
7. Questi due diritti fondamentali (che valgono sia per la Confederazione, sia per i Cantoni, sia per i Comuni) sono la "marcia in piu'" della Svizzera rispetto agli altri Paesi in fatto di democrazia: è, appunto, la "democrazia diretta".
.....
A disposizione per approfondimenti o per altre spiegazioni....

REX

mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Michele Morini wrote:
ma è vero che con l'entrata nel UE la Costituzione elvetica verrebbe "bevuta" in quella del super stato UE?...spero di no..ditemi di no

Con i cosiddetti "Trattati bilaterali 1+2" comprendenti anche il Trattato di Schengen stipulati fra UE e Svizzera è stato posto fine al problema di un' eventuale adesione della CH all' UE... come dire che per una ventina di anni non se parlerà piu' concretamente. Rimane la domanda (dormiente) che risale al 1992. Ricordo che genericamente la costituzione federale svizzera non ammette istituzioni superiori decisionali (è un' eccezione l' ONU... che vale quel che vale!) In piu': recenti sondaggi danno le "simpatie" per l' UE a ... meno del 20% e per una parte di svizzeri l' UE appare un' istituzione discutibile e persino "nemica". In questo senso contribuisce il ministro delle finanze della Germania Peer Steinbrück (SPD) con le sue mene anti svizzere.

Francamente: noi svizzeri (abitanti di un Paese che è piu' ricco di qualsiasi Paese aderente all' UE) temiamo di "diventare poveri" e di pagare troppo per gli altri (... noi in sette secoli di storia ce l' abbiamo fatta da soli); in piu' dovremmo sacrificare parte della nostra democrazia che, è vero puo' sembrare esagerata, ma fin che l' abbiamo (e ce ne vantiamo) ce la teniamo ben stretta.

Quindi assolutamente: NIENTE EU per la Svizzera!

REX

Michele Morini
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Iscritto: 30/04/2006
Svizzera e "Democrazia diretta"

ma è vero che con l'entrata nel UE la Costituzione elvetica verrebbe "bevuta" in quella del super stato UE?...spero di no..ditemi di no

"La vita, la libertà o la proprietà
di nessun uomo sono al sicuro
mentre è riunito il parlamento"
G.J.Tucker

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"Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo"

mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Re: Svizzera e "Democrazia diretta"

mario realini wrote:
mario realini wrote:
Mi pare che gli esperimenti di voto elettronico non abbiano suscitato commenti particolari. Non modificherebbero le due istituzioni: iniziativa popolare e referendum che rispecchiano anche una mentalità (la cosiddetta "svizzeritudine") che si è sviluppata durante sette secoli di storia. Quindi sono ritenuti importanti i diritti e non l' evoluzione tecnologica per attuarli....piu' o meno. Come detto in precedenza pero' la maggior parte degli svizzeri vota per corrispondenza (Posta), in molti Cantoni anche per quanto riguarda le elezioni.....: un aspetto quest' ultimo che mi pare un "unicum" ( o mi sbaglio) a livello internazionale

Un' aggiunta di attualità. Parallelamente alla votazione popolare federale (ampliamento dei "bilaterali" con l' UE) si sono svolte ieri 8 febbraio parecchie consultazioni cantonali e comunali.
Nel canton Ginevra, per esempio, il popolo ha accettato a grande maggioranza (70% di "SI") l' introduzione dell' e-voting che si aggiungerebbe all' usatissimo voto via posta o al sempre meno usato voto al seggio. L' introduzione comporterà in ogni caso una modifica della costituzione cantonale (con regolamento di applicazione). L' e-voting dovrebbe valere (a livello cantonale) sia per votazioni politiche, sia per consultazioni popolari (referendum e/o iniziative)

Evidentemente il cantone di Ginevra fa da locomotiva, in Svizzera, per quanto riguarda l' e-voting. La sua introduzione ufficiale (nel cantone) potrebbe già avvenire nel 2010. Fra i maggiori fautori del voto elettronico vi è la cosiddetta "Quinta Svizzera" cioè gli svizzeri all' estero che risolverebbero cosi facilmente il problema del voto in un Paese... che di votazioni di ogni tipo ne hanno parecchie ogni anno. Si parla già della possibilità (eventualità) di un "e-voting" a livello federale già nel 2015.

REX

mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Re: Svizzera e "Democrazia diretta"

mario realini wrote:
Mi pare che gli esperimenti di voto elettronico non abbiano suscitato commenti particolari. Non modificherebbero le due istituzioni: iniziativa popolare e referendum che rispecchiano anche una mentalità (la cosiddetta "svizzeritudine") che si è sviluppata durante sette secoli di storia. Quindi sono ritenuti importanti i diritti e non l' evoluzione tecnologica per attuarli....piu' o meno. Come detto in precedenza pero' la maggior parte degli svizzeri vota per corrispondenza (Posta), in molti Cantoni anche per quanto riguarda le elezioni.....: un aspetto quest' ultimo che mi pare un "unicum" ( o mi sbaglio) a livello internazionale

Un' aggiunta di attualità. Parallelamente alla votazione popolare federale (ampliamento dei "bilaterali" con l' UE) si sono svolte ieri 8 febbraio parecchie consultazioni cantonali e comunali.
Nel canton Ginevra, per esempio, il popolo ha accettato a grande maggioranza (70% di "SI") l' introduzione dell' e-voting che si aggiungerebbe all' usatissimo voto via posta o al sempre meno usato voto al seggio. L' introduzione comporterà in ogni caso una modifica della costituzione cantonale (con regolamento di applicazione). L' e-voting dovrebbe valere (a livello cantonale) sia per votazioni politiche, sia per consultazioni popolari (referendum e/o iniziative)

REX

mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e democrazia diretta

Ieri è entrato in vigore, anche per la Svizzera, il "Trattato di Schengen" firmato da Paesi dell' UE (salvo UK e IRL) e, appunto, anche dalla Svizzera. Per il mio Paese è stato il popolo ad autorizzare la firma del trattato per mezzo di una votazione popolare, fase finale (la piu' evidente e in ogni caso decisiva e determinante) di un "referendum federale obbligatorio". La vittoria del "SI" era stata di poco piu' del 50 % (in Ticino pero' il "NO" si era imposto chiaramente.
Curiosa, ma tutto sommato comprensibile, è stata per noi svizzeri l' ampiezza data dalla stampa dei Paesi europei (soprattutto di quelli confinanti) all' avvenimento. In realtà si è trattato solamente di codificare il fatto che non sarà piu' possibile per le forze di polizia controllare i documenti "in modo sistematico" ai posti di frontiera. Resteranno i controlli doganali non facendo parte, la Svizzera, dell' UE.
Parliamoci chiaro: per noi Svizzeri quel che conta è il nostro tornaconto: c' è stato un seppur risicato "SI" a Schengen perchè la CH avrà qualche vantaggio. Per il turismo: non sarà piu' necessario un visto speciale per la Svizzera per i risiedenti d' oltremare e poi ci sarà una collaborazione spinta con le forze di polizia europee.
In febbraio 2009 vi sarà una nuova votazione popolare richiesta in seguito all' adesione di Romania e Bulgaria all' UE e i trattati bilaterali già stipulati e approvati dal popolo fra CH e UE non li comprendevano.
Il "SI" non è scontato e, se vincesse il "NO" salterebbe tutto con la cosiddetta "clausola ghigliottina" voluta dall' Unione Europea.
Questo per dire che il sistema di democrazia diretta, come quello svizzero, puo' essere molto duro e puo' creare problemi...Ma in Svizzera ci si crede e per questo motivo un' adesione all' UE non sarà possibile.

Suscita poi perplessità (per non dire di piu') in Svizzera il referendum già programmato per il prossimo anno in Irlanda con il chiaro scopo di ottenere un "SI" alla costituzione europea ...dopo il "NO" di quest' anno. Beh...! Piuttosto che un uso simile del referendum, di democrazia diretta, meglio una piu' sbrigativa votazione parlamentare. Che dite ?....

REX

mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Re: Ciao Pino

RM wrote:
Io ci lavoro in Svizzera, malgrado sia una bella nazione e funzioni abbastanza bene, mi sono accorto che non è tutto oro cio' che luccica.

Anche loro hanno delle belle magagne.

Ma certo, la perfezione non è di questo mondo. E' vero pero' che in Svizzera si vive meglio che altrove. Nella statistiche (classifica "Mercer")concernenti la "vivibilità" di vari Paesi del mondo, basate su una quarantina di parametri, la Svizzera, da anni, si alterna al primo posto con il Canada, cosi pure le sue città grandi come Zurigo, Ginevra, Berna.

REX

RM
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Iscritto: 28/11/2008
Ciao Pino

Io ci lavoro in Svizzera, malgrado sia una bella nazione e funzioni abbastanza bene, mi sono accorto che non è tutto oro cio' che luccica.

Anche loro hanno delle belle magagne.

Ritratto di pino
pino
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Iscritto: 30/03/2006
Svizzera e "Democrazia diretta"

Grazie allo stimolo fornitomi da questa discussione ho scritto questo "pezzo" su "Quasi dd svizzera e sovranità monetaria"

Critiche benvenute.

SaluDD.

Pino Strano - www.pinostrano.it/blog

mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Caro Cosimo, non sono al corrente della tematica del "signoraggio". Puoi darmi tu qualche ragguaglio ?. Grazie.
Posso informare, per contro, su quanto concerne "difesa nazionale" nel mio Paese. Essa è una delle competenze principali e uniche dello stato federale (con la politica estera e le dogane). Quasi tutto il resto è competenza dei cantoni.
Confermo che l' importanza delle forze armate in CH (definite anche una "vacca sacra") è maggiore che negli altri Paesi europei perchè storicamente esse si identificano con la società civile. Io, per esempio, ho fatto il militare dai 20 ai 51 anni come sottufficiale (naturalmente gratis) contemporaneamente alla mia professione di giornalista / regista TV. Sembra strano e incomprensibile ? ...E' una delle realtà svizzere. Ora il servizio è obbligatorio per la truppa dai 20 ai 32 anni. Volontario per le donne. Fino a qualche anno fa un dirigente di grandi società o di banche era avvantaggiato nella carriera se contemporaneamente ufficiale superiore (dal maggiore in su...). Tutto è basato sul sistema svizzero cosiddetto "di milizia", cioè non permamente, non professionista, non pagato. Ovviamente, non perdendo in efficacia, si risparmia sugli stipendi che, come ho già detto in precedenza sono molto elevati (...se visti con occhi italiani poi, sembrano stratosferici!). Quindi le forze armate sono parte integrante di quella cosiddetta "svizzeritudine" al punto che, all' estero, si è detto che "La Svizzera non ha un esercito...è un esercito". Anche le forze armate, pur con certi limiti, possono essere sottoposte all' esame del popolo con i due diritti fondamentali dei cittadini.
Sulle fortune nazionali occorre dire che il Paese (di 7.5 milioni di abitanti) vive soprattutto con un' economia e una finanza basate su un' attività universale che ha consentito alla Svizzera di essere molto piu' importante (economicamente e finanziariamente) di quanto l' avrebbe permesso la sua dimensione modesta.

REX

LAj
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Iscritto: 21/04/2008
Svizzera e "Democrazia diretta"

Altro che agricolo, io non lo vedo affatto tale. Quello che più si conosce della Svizzera è la grande rilevanza, anche internazionale, delle banche. Molto ancora si sa della grande disponibilità finanziaria e delle attività che da essa derivano come la ricerca e, perché no? mi erano già note abilità dell'aeronautica svizzera, se non che al Vaticano sappiamo essere adottata la guardia svizzera per la sua affidabilità.

In realtà il quadro storico è anche molto interessante ed andrò ad approfondire gli aspetti che mi hai mostrato.

Ma in reatà risulta anche sconcertante l'appoggio garantito alle forze armate.
Ho capito la tradizione. Ma dobbiamo continuare a produrre armi per poter continuare a godere del progresso nelle nostre terre?
Che dico progresso, forse si deve continuare a produrre armi perché è di questo che vive il popolo svizzero.
Ma un grande dubbio mi assale: si deve forse continuare a produrre armi perché è questo che possono/vogliono continuare a finanziare i banchieri?

Che vuol dire che non sai dirmi di chi è il franco svizzero? Conosci la tematica del signoraggio? Sai cosa daremmo noi signoraggisti per poter proporre anche solo un'interpellazione parlamentare come potete fare voi?

Tengo a precisare che la mia richiesta d'informazioni è mirata a determinare l'efficacia della democrazia diretta. E ti ringrazio per la considerazione.
Cordialmente.
Cosimo

La pace nel mondo PARTE dal DIVIETO DI SIGNORAGGIO!

mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Caro amico, mi rendo conto che non è facile presentare le particolarità del mio Paese, particolarità storiche, sociali, istituzionali che distanziano la Svizzera dagli altri paesi democratici. Noi svizzeri siamo sorpresi che in Italia si creda in un passato agricolo della Confederazione. L' agricoltura c' era...ma era di pura sussistenza: come si faceva a coltivare efficacemente in altitudine o sulle montagne ? Difficile o addirittura impossibile. Per cui, oltre ad attività artigianali o commerciali, erano le armi a dar da mangiare agli svizzeri. Storici stimano in circa 2 milioni il numero di svizzeri che hanno servito in eserciti di stati stranieri. Esempi: l' esercito del ducato di Milano ai tempi di Ludovico il Moro comandato dal cardinale Matteo Schinèr, vescovo di Sion e, ultimo in ordine di tempo, l' esercito del regno di Napoli interamente svizzero. Queste attività militari durate secoli hanno permeato gli svizzeri di una mentalità "militaresca" inesistente in altri Paesi d' Europa e le forze armate svizzere svolgono ancora un ruolo nella società impensabile all' estero. Per questo gli svizzeri, nelle consultazioni popolari, danno fiducia all' esercito e si oppongono a ridimensionamenti proposti dalle sinistre (relativamente deboli in CH). In quest' ottica va visto il chiaro "NO" all' iniziativa di Franz Weber, per molti svizzeri personaggio discutibile, poco credibile. Quanto poi alla convivenza di forze armate e turismo...beh, bisogna conoscere la Svizzera che ha una popolazione poco concentrata e che, quindi, obbliga a costruire le istallazioni militari vicine a città o a paesi. Non esiste il concetto di "base militare" tipico degli altri paesi ma ci sono aeroporti come quello di Meiringen (canton Berna), zona turistica, dal quale partono i caccia F-18 "Hornet" sicuramente non silenziosi. Il caso vuole che le zone turistiche svizzere, anche quelle di fama mondiale, siano al tempo stesso necessarie per le forze armate.
L' argomento della neutralità è molto delicato. La neutralità svizzera è stata accettata dalle potenze presenti al congresso di Vienna nel 1815. Attualmente è indiscutibile ma viene variamente interpretata: rigorosamente dalle destre, meno dalla sinistra. Confermo pero' la realtà della neutralità armata: la Svizzera ha avuto nel passato forze armate numerose....800.000 uomini e donne fino a 30 anni fa con un efficace sistema detto "di milizia" simile a quello di Israele.
In pratica pero' il nemico tradizionale nella mentalità degli Svizzeri era il comunismo. Nelle manovre il nemico era il "rosso", a volte i bersagli erano costituiti dalla foto del segretario del PC sovietico Breschnev (con ripetute, evidenti proteste dell' ambasciata URSS).
Non riesco, infine, a entrare nel concetto di sovranità popolare riguardante il Franco svizzero. La moneta nazionale rimarrà tale anche in futuro perchè l' adesione all' UE (la domanda di adesione è del 1992) è
congelata. La Svizzera ha rapporti economici con l' UE per mezzo di due "trattati bilaterali" e con il trattato di Schengen che entrerà in vigore (per quanto riguarda la Svizzera) in novembre.

REX

LAj
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Iscritto: 21/04/2008
Svizzera e "Democrazia diretta"

Quote:
SI > 31.9 % NO 68,1 %

L' iniziativa dell' anziano ambientalista (e ora albergatore) FRANZ WEBER è stata nettamente respinta dal popolo e da tutti i Cantoni (che, ricordo, non corrispondono per niente nè alle regioni, nè alle province italiane,...i Cantoni sono veri stati sovrani !)
Si conferma la difficoltà (statistica) di riuscita delle iniziative popolari federali e l' importanza delle forze armate in Svizzera (per secoli soprattutto Paese di militari di professione !) che non viene messa in discussione da limiti di vario tipo.

Tutte queste notizie stridono con l'idea che avevo di regione neutra.
Scusa ma se la svizzera, proclamatasi sempre neutrale in tempo di guerra, non è mai stata infastidita perché avrebbe maturato un popolo di militari professionisti? Perché non può rinunciare alle esercitazioni nelle zone turistiche?

Ancora, con quale strumento di democrazia diretta il popolo svizzero avrebbe cambiato il suo status di paese neutrale, come conseguenza dell'adesione al trattato di Lisbona?

Una domanda interessatissima:
il popolo svizzero è sovrano della sua moneta?

P.S.: L'anzianità attribuita a questo personaggio fa un po' discriminazione
l'idea che mi fai fare è che qualcuno ne abbia manipolato l'immagine nel persuadervi ad accettare un tal esito sulla questione. Magari mi sbaglio!

La pace nel mondo PARTE dal DIVIETO DI SIGNORAGGIO!

mario realini
Offline
Iscritto: 29/10/2007
Democrazia diretta in Svizzera

Cari amici,
La Cancelleria federale (cioè la segreteria generale della Confederazione che ha sede a Berna) ha recentemente pubblicato l' opuscolo annuale riguardante la realtà istituzionale aggiornata del mio Paese.
"LA CONFEDERAZIONE IN BREVE 2008",......ottenibile gratuitamente per posta oppure scaricabile dal sito www.admin.ch

Evidentemente esiste la versione in lingua italiana. In proposito: la traduzione mi sembra ben fatta e decisamente migliore rispetto ad analoghe pubblicazioni italiane scritte in un desueto "italiano ministeriale"

REX

Michele Morini
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Iscritto: 30/04/2006
Re: Svizzera e "Democrazia diretta"

mario realini wrote:
Sette secoli di storia in alcune righe....Ci provo. Dunque.
Gli storici del 19. secolo fanno nascere la Svizzera alla fine del 1200 (fine XIII secolo dunque). La nascita avviene per opera di quattro comunità rurali attorno al "Lago dei 4 cantoni": i cosiddetti "Waldstätten" ("Stati forestali" in italiano) cioè URI, SVITTO, OBWALDO, NIDWALDO che vogliono affrancarsi dal dominio degli Asburgo. Occorre ricordare che il territorio dell' attuale Svizzera, come l' Italia, era compresa nel Sacro Romano Impero di Germania. Proprio nell' anno della morte di Rodolfo I d' Asburgo i "Waldstätten" fanno un Patto, scritto probabilmente da un ecclesiastico, su pergamena, in latino di scuola bolognese. Nel Patto, che porta la data dell'... "anno del Signore 1291 al principio del mese di agosto" si riaffermano alleanze precedenti, si promettono assistenza reciproca e incondizionata contro qualsiasi avversario, rifiutano che la giustizia venga amministrata da funzionari stranieri, pretendono che i giudici siano scelti fra loro, che in caso di conflitti fra comunità si ricorrerà a un arbitro....
Le comunità delle vallate vogliono salvaguardare le libertà e amministrare esse stesse i loro beni.
Riassumendo si puo' affermare che queste comunità desiderano un' AUTONOMIA COMPLETA !
Si puo' affermare inoltre che si è trattato di una sorta di "dichiarazione unilaterale di indipendenza"....come quella del Kossovo poco tempo fa.

Quell' idea, quel modello di regime statale, popolare e che parte dal
basso interessa nei secoli successivi altre regioni (cantoni) rurali e poi cittadini. Il modello "svizzero" si consolida pur fra molte e sanguinose difficoltà confessionali e politiche: un modello "repubblicano" in un mondo (europeo) dominato da potenti dinastie. A poco a poco si consolida pure quello speciale modo di vivere, di pensare, di gestire il Paese assai diverso da quanto avviene all' estero: si parla di "svizzeritudine" che si trasmette anche nel 1848 quando la confederazione dei cantoni Svizzeri (ognuno dei quali assolutamente indipendente) si trasforma in uno stato federale sul modello americano con il nome di Svizzera. La nuova "Confederazione svizzera"....che mantiene il nome antico anche se non è piu' una confederazione, viene approvata dal popolo e dai cantoni in votazione popolare. Quindi c' era già l' abitudine di consultare il popolo:....è dal basso che si governa dunque, a differenza delle regole in vigore altrove. E' nella costituzione del 1874 che il diritto di "referendum" viene iscritto e nel 1891 viene pure iscritto il diritto di "iniziativa costituzionale". La Svizzera diventa ufficialmente una "DEMOCRAZIA SEMIDIRETTA" con due diritti di un' ampiezza introvabile e impensabile altrove.

Perfetto! adesso passo a cercare qualche libro e qualche pagina sul web...

"La vita, la libertà o la proprietà
di nessun uomo sono al sicuro
mentre è riunito il parlamento"
G.J.Tucker

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"Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo"

mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Sette secoli di storia in alcune righe....Ci provo. Dunque.
Gli storici del 19. secolo fanno nascere la Svizzera alla fine del 1200 (fine XIII secolo dunque). La nascita avviene per opera di quattro comunità rurali attorno al "Lago dei 4 cantoni": i cosiddetti "Waldstätten" ("Stati forestali" in italiano) cioè URI, SVITTO, OBWALDO, NIDWALDO che vogliono affrancarsi dal dominio degli Asburgo. Occorre ricordare che il territorio dell' attuale Svizzera, come l' Italia, era compresa nel Sacro Romano Impero di Germania. Proprio nell' anno della morte di Rodolfo I d' Asburgo i "Waldstätten" fanno un Patto, scritto probabilmente da un ecclesiastico, su pergamena, in latino di scuola bolognese. Nel Patto, che porta la data dell'... "anno del Signore 1291 al principio del mese di agosto" si riaffermano alleanze precedenti, si promettono assistenza reciproca e incondizionata contro qualsiasi avversario, rifiutano che la giustizia venga amministrata da funzionari stranieri, pretendono che i giudici siano scelti fra loro, che in caso di conflitti fra comunità si ricorrerà a un arbitro....
Le comunità delle vallate vogliono salvaguardare le libertà e amministrare esse stesse i loro beni.
Riassumendo si puo' affermare che queste comunità desiderano un' AUTONOMIA COMPLETA !
Si puo' affermare inoltre che si è trattato di una sorta di "dichiarazione unilaterale di indipendenza"....come quella del Kossovo poco tempo fa.

Quell' idea, quel modello di regime statale, popolare e che parte dal
basso interessa nei secoli successivi altre regioni (cantoni) rurali e poi cittadini. Il modello "svizzero" si consolida pur fra molte e sanguinose difficoltà confessionali e politiche: un modello "repubblicano" in un mondo (europeo) dominato da potenti dinastie. A poco a poco si consolida pure quello speciale modo di vivere, di pensare, di gestire il Paese assai diverso da quanto avviene all' estero: si parla di "svizzeritudine" che si trasmette anche nel 1848 quando la confederazione dei cantoni Svizzeri (ognuno dei quali assolutamente indipendente) si trasforma in uno stato federale sul modello americano con il nome di Svizzera. La nuova "Confederazione svizzera"....che mantiene il nome antico anche se non è piu' una confederazione, viene approvata dal popolo e dai cantoni in votazione popolare. Quindi c' era già l' abitudine di consultare il popolo:....è dal basso che si governa dunque, a differenza delle regole in vigore altrove. E' nella costituzione del 1874 che il diritto di "referendum" viene iscritto e nel 1891 viene pure iscritto il diritto di "iniziativa costituzionale". La Svizzera diventa ufficialmente una "DEMOCRAZIA SEMIDIRETTA" con due diritti di un' ampiezza introvabile e impensabile altrove.

REX

Michele Morini
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Iscritto: 30/04/2006
Re: Svizzera e "Democrazia diretta"

mario realini wrote:
Francamente non sono molto informato sul voto elettronico in Svizzera. E' vero che vi sono stati esperimenti che pero' non hanno (per ora) seguito. Mi pare che ci siano non pochi dubbi sulla segretezza e sicurezza del voto....Come ho già detto noi, in Svizzera, abbiamo certezze sulla trasmissione delle schede per via postale (una fiducia tradizionale nel cosiddetto "gigante giallo"). In generale si vota a casa e si invia la (o le) scheda/e in una busta contenente un foglio con un codice a barre che viene letto all' arrivo delle schede nei luoghi di spoglio (di solito Municipi).

Mario sempre puntualissimo come sempre nel rispondere :D

ho gia confezionato un post con i tuoi spunti , mi sono andato anche indietro a guardare il post dove gia ne accennavi (al voto elettronico).

e , scusami, ma mi è uscita una nuova domanda, questa volta non urgente, ma è abbastanza impegnativa (mi accontento anche di una spolverata)

allora, tu scrivevi:

Quote:
Mi pare che gli esperimenti di voto elettronico non abbiano suscitato commenti particolari. Non modificherebbero le due istituzioni: iniziativa popolare e referendum che rispecchiano anche una mentalità (la cosiddetta "svizzeritudine") che si è sviluppata durante sette secoli di storia. Quindi sono ritenuti importanti i diritti e non l' evoluzione tecnologica per attuarli....piu' o meno. Come detto in precedenza pero' la maggior parte degli svizzeri vota per corrispondenza (Posta), in molti Cantoni anche per quanto riguarda le elezioni.....: un aspetto quest' ultimo che mi pare un "unicum" ( o mi sbaglio) a livello internazionale

"una mentalità (la cosiddetta "svizzeritudine") che si è sviluppata durante sette secoli di storia."

voglio la storia e la genesi della democrazia diretta in svizzera :shock:
(anche solo quello che sai, di getto, senza impegno)
oppure se mi puoi rimandare a qualche testo
grazie anticipatamente

"La vita, la libertà o la proprietà
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G.J.Tucker

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mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Francamente non sono molto informato sul voto elettronico in Svizzera. E' vero che vi sono stati esperimenti che pero' non hanno (per ora) seguito. Mi pare che ci siano non pochi dubbi sulla segretezza e sicurezza del voto....Come ho già detto noi, in Svizzera, abbiamo certezze sulla trasmissione delle schede per via postale (una fiducia tradizionale nel cosiddetto "gigante giallo"). In generale si vota a casa e si invia la (o le) scheda/e in una busta contenente un foglio con un codice a barre che viene letto all' arrivo delle schede nei luoghi di spoglio (di solito Municipi).

REX

Michele Morini
Offline
Iscritto: 30/04/2006
Svizzera e "Democrazia diretta"

Ciao Mario, mi chiedono su altro forum se e che tipo di e-democracy viene applicato ijn svizzera ?
e se applicato, quali sono le forme di autenticazione di eventuale voto elettronico ?
grazie.
Michele Morini

"La vita, la libertà o la proprietà
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G.J.Tucker

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mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "democrazia diretta"

Mi sono dimenticato un "dettaglio"...la partecipazione al voto !

La partecipazione a livello nazionale è stata del 38 %,.....piuttosto mediocre anche per le abitudini svizzere.

REX

mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "democrazia diretta"

Overdose di ...." democrazia diretta", ieri, in Svizzera.
Si sono concluse le consultazioni e nel pomeriggio sono stati comunicati i risultati delle votazioni popolari su due argomenti "federali" ,
cioè "svizzeri" e su alcune decine di altri argomenti che interessano tredici cantoni e parecchi comuni.
E' un peccato che queste "votazioni popolari" non facciano notizia in Italia anche se la "democrazia diretta in Svizzera è talmente radicata e radicale che puo' essere difficilmente comprensibile altrove.

I due principali risultati.

1. INIZIATIVA POPOLARE CONTRO IL RUMORE DEGLI AVIOGETTI DA COMBATTIMENTO NELLE REGIONI TURISTICHE

SI > 31.9 % NO 68,1 %

L' iniziativa dell' anziano ambientalista (e ora albergatore) FRANZ WEBER è stata nettamente respinta dal popolo e da tutti i Cantoni (che, ricordo, non corrispondono per niente nè alle regioni, nè alle province italiane,...i Cantoni sono veri stati sovrani !)
Si conferma la difficoltà (statistica) di riuscita delle iniziative popolari federali e l' importanza delle forze armate in Svizzera (per secoli soprattutto Paese di militari di professione !) che non viene messa in discussione da limiti di vario tipo.

2. REFERENDUM CONCERNENTE LA LEGGE SULLA RIFORMA DELLA FISCALITA' DELLE IMPRESE

SI > 50.5 % NO 49.5 %

Risultato sorprendente! La nuova legge entra in vigore per un soffio. La domanda di referendum voluta dalle sinistre (in Svizzera, complessivamente meno del 30 %) ha quasi avuto successo. In pratica il popolo svizzero si è mostrato assai critico su una nuova legge che, fra l' altro, attenua la doppia tassazione degli utili aziendali introducendo l' imposizione parziale dei dividendi. Un argomento in ogni caso ..."tosto"!

Questi i risultati. A disposizione per altre informazioni o spiegazioni

REX

Michele Morini
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Iscritto: 30/04/2006
Svizzera e "Democrazia diretta"

Grazie Mario, sto riportando le tue informazioni anche in altri forum, spero non ci sioa il copyright :D

"La vita, la libertà o la proprietà
di nessun uomo sono al sicuro
mentre è riunito il parlamento"
G.J.Tucker

-------------------------------------------------------
"Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo"

mario realini
Offline
Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Cari amici, prendo lo spunto dalla prossima consultazione popolare per fare un esempio classico di "democrazia diretta" nel mio Paese: la Svizzera.
Domenica 24 febbraio gli svizzeri sono infatti chiamati alle urne per esercitare i piu' tipici dei loro diritti: quelli di iniziativa popolare e di referendum. In particolare dovranno votare SI oppure NO su due argomenti completamente diversi. In Svizzera questa operazione si chiama "VOTAZIONE POPOLARE" ed è la fase finale, conclusiva e determinante, dei due diritti citati. In particolare.....

1. INIZIATIVA POPOLARE "CONTRO IL RUMORE DEI VELIVOLI DA COMBATTIMENTO NELLE ZONE TURISTICHE
L' iniziativa popolare chiede che, in tempo di pace, nei luoghi di riposo turistici non vengano effettuate esercitazioni militari con aviogetti da combattimento. Consiglio federale (governo federale) e Parlamento (i due rami del legislativo federali) respingono l' iniziativa.

L' iniziativa è stata deposta il 3 novembre 2005 accompagnata da piu' di 100.000 firme ed è stata dichiarata valida. E' quindi stata sottoposta al popolo e ai Cantoni (Stati !). Se accettata sarà introdotto nella costituzione un nuovo articolo: art. 74a - "Inquinamento fonico"...
L' accettazione necessita della doppia maggioranza: del popolo e dei cantoni (12 su 23)

2. LEGGE SULLA RIFORMA "II" DELL' IMPOSIZIONE DELLE IMPRESE
La riforma "II" dell' imposizione delle imprese intende attenuare l' imposizione degli utili distribuiti dalle imprese, ridurre le imposte che erodono il loro capitale e sopprimere gli ostacoli fiscali che penalizzano le imprese di persone. Contro questo progetto è stato lanciato il referendum.
La domanda che figura sulla scheda è la seguente:
"Volete accettare la legge federale del 23 marzo 2007 sul miglioramento delle condizioni quadro fiscali per le attività e gli investimenti imprenditoriali (Legge sulla riforma "II" dell' imposizione delle imprese) ?"
In questo caso oltre 50.000 cittadini non sono soddisfatti della legge (ovviamente già approvata dal Parlamento federale circa un anno fa) e chiedono di metterla in consultazione popolare.
Consiglio federale (Governo federale) e Parlamento raccomandano di accettare la modifica di legge.
Per approvare la legge si vota SI, per respingerla si vota NO. Basta la maggioranza semplice dei voti popolari.
---

Questi i due argomenti ...normali in Svizzera ma assolutamente improponibili altrove. Forze armate e fiscalità....eh si, si vota anche su questo.
Il risultato è determinante e non viene piu' interpretato nè dal Governo, nè dal Parlamento. L' applicazione, al massimo, viene regolata da misure transitorie eventualmente già inserite nei testi in votazione.
La partecipazione al voto prevista sarà largamente inferiore al 50 %....La maggior parte dei votanti ....ha già votato per posta. I seggi sono aperti da giovedi/venerdi a domenica a mezzogiorno. I risultati nel pomeriggio. Informero' lunedi prossimo 25 febbraio sui risultati

REX

mario realini
Offline
Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Cari amici, prendo lo spunto dalla prossima consultazione popolare per fare un esempio classico di "democrazia diretta" nel mio Paese: la Svizzera.
Domenica 24 febbraio gli svizzeri sono infatti chiamati alle urne per esercitare i piu' tipici dei loro diritti: quelli di iniziativa popolare e di referendum. In particolare dovranno votare SI oppure NO su due argomenti completamente diversi. I Svizzera questa operazione si chiama "VOTAZIONE POPOLARE" ed è la fase finale, conclusiva e determinante, dei due diritti citati. In particolare.....

1. INIZIATIVA POPOLARE "CONTRO IL RUMORE DEI VELIVOLI DA COMBATTIMENTO NELLE ZONE TURISTICHE
L' iniziativa popolare chiede che, in tempo di pace, nei luoghi di riposo turistici non vengano effettuate esercitazioni militari con aviogetti da combattimento. Consiglio federale (governo federale) e Parlamento (i due rami del legislativo federali) respingono l' iniziativa.

L' iniziativa è stata deposta il 3 novembre 2005 accompagnata da piu' di 100.000 firme ed è stata dichiarata valida. E' quindi stata sottoposta al popolo e ai Cantoni (Stati !). Se accettata sarà introdotto nella costituzione un nuovo articolo: art. 74a - "Inquinamento fonico"...
L' accettazione necessita della doppia maggioranza: del popolo e dei cantoni (12 su 23)

2. LEGGE SULLA RIFORMA "II" DELL' IMPOSIZIONE DELLE IMPRESE
La riforma "II" dell' imposizione delle imprese intende attenuare l' imposizione degli utili distribuiti dalle imprese, ridurre le imposte che erodono il loro capitale e sopprimere gli ostacoli fiscali che penalizzano le imprese di persone. Contro questo progetto è stato lanciato il referendum.
La domanda che figura sulla scheda è la seguente:
"Volete accettare la legge federale del 23 marzo 2007 sul miglioramento delle condizioni quadro fiscali per le attività e gli investimenti imprenditoriali (Legge sulla riforma "II" dell' imposizione delle imprese) ?"
In questo caso oltre 50.000 cittadini non sono soddisfatti della legge (ovviamente già approvata dal Parlamento federale circa un anno fa) e chiedono di metterla in consultazione popolare.
Consiglio federale (Governo federale) e Parlamento raccomandano di accettare la modifica di legge.
Per approvare la legge si vota SI, per respingerla si vota NO. Basta la maggioranza semplice dei voti popolari.
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Questi i due argomenti ...normali in Svizzera ma assolutamente improponibili altrove. Forze armate e fiscalità....eh si, si vota anche su questo.
Il risultato è determinante e non viene piu' interpretato nè dal Governo, nè dal Parlamento. L' applicazione, al massimo, viene regolata da misure transitorie eventualmente già inserite nei testi in votazione.
La partecipazione al voto prevista sarà largamente inferiore al 50 %....La maggior parte dei votanti ....ha già votato per posta. I seggi sono aperti da giovedi/venerdi a domenica a mezzogiorno. I risultati nel pomeriggio. Informero' lunedi prossimo 25 febbraio sui risultati

REX

mario realini
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Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e democrazia diretta

Da poco oltre il confine italo-svizzero prendo l' occasione per un' osservazione circa la lontananza dell' elettorato italiano dalla classe politica dirigente. In questa mattina successiva al voto di fiducia (negato) al governo Prodi ho notato, da interviste volanti nelle strade di Roma, la rabbia popolare per una situazione politica che dura da mesi, che non interessa per niente l' italiano medio, confrontato al contrario con preoccupazioni pratiche,...sul come tirare la fine del mese con salari modesti.
Da questa parte del confine si resta perplessi, per non dire allibiti dall' atteggiamento negativo dell' opposizione (intendiamoci, non mi interessa il colore politico!) preoccupata solo di riavere il potere. Forse noi svizzeri siamo favoriti dal fatto che gli esecutivi non hanno niente a che vedere con i legislativi (separazione dei poteri) , che non esiste quindi voto di fiducia e che il popolo con referendum e iniziative popolari puo' correggere (o precedere) leggi già votate dal parlamento o proporne nuove. Non c'è quindi lo scollamento fra istituzioni e popolo. A parte il caso unico e singolare svizzero segnalo la Germania dove la sfiducia (che c'è raramente) è di solito "costruttiva" come dire che c'è una voglia minima comune di migliorare, di gestire il Paese.
Purtroppo per l' Italia le vicende politiche odierne , delle scorse settimane e mesi si aggiungono alla pessima immagine che ci si fa all' estero del Bel Paese che, sono d' accordo anch' io con critici ed esperti europei e americani, appare un Paese in declino

REX

mario realini
Offline
Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Spoglio dei voti in Svizzera.
Bisogna distinguere:
Nel caso di "votazioni popolari" (il vostro referendum) che sono la fase conclusiva del diritto di "iniziativa popolare" o di"referendum" (i citati diritti dei cittadini svizzeri) lo spoglio è comunale in tutta la Svizzera secondo regolamenti o consuetudini cantonali o locali. Si tratta di contare il numero di votanti, di schede valide, nulle, bianche, i SI e i NO. Se si tratta di una consultazione comunale il risultato....rimane in loco, se è cantonale si invia (per mail, fax o telefono) alla capitale cantonale (cancelleria/ministero degli interni di ogni cantone), se si tratta di una votazione federale il cantone trasmette il risultato complessivo a Berna (cancelleria federale) che prende atto e basta. Come detto ogni Cantone (che è, voglio ricordare, un vero stato sovrano/repubblica) ha le sue regole. Nei comuni del canton Ticino gli scrutatori sono funzionari comunali e rappresentanti di partiti. Casi di brogli sono rari. Se ci sono sono facilmente scoperti e i colpevoli processati in Tribunale.

Votazioni politiche ( > "Elezioni")
La Confederazione non organizza in proprio votazioni politiche
Sono i cantoni che organizzano (tutti pero' nel medesimo giorno, ogni quattro anni, il primo week end di ottobre...l' ultima volta nello scorso ottobre) le consultazioni per le elezioni dei rappresentanti alle due camere federali. Il Governo federale (che come negli Stati Uniti / Presidente è separato chiaramente dal Legislativo e non rispecchia necessariamente maggioranze derivate da elezioni) viene poi eletto in dicembre dalle camere riunite. I 7 Consiglieri federali vengono rieletti/eletti .... uno a uno.

Per le votazioni politiche nei singoli cantoni valgono le leggi ...cantonali. Anche i Governi (consigli di Stato) vengono eletti dal popolo tenendo presente l' assoluta separazione dei poteri. Lo spoglio dipende da regolamenti e usi....E' diffuso quello comunale nella maggior parte della svizzera; cantonale invece, per esempio, in Ticino.

Per le elezioni comunali vale quello detto appena sopra. La differenza è la mancanza di una somma complessiva.

In parte lo spoglio è elettronico, fatto da funzionari con la sorveglianza discreta di giudici delle corti supreme se fatto a livello cantonale, di rappresentanti di partiti se a livello comunale. Casi di brogli sono rari...Non sono mai un problema in ogni caso.

Essendo i cantoni veri stati sovrani e i singoli comuni dotati delle massime autonomie / sovranità non si parla mai di elezioni "amministrative". Le votazioni cantonali e comunali sono sempre "politiche".

Mi rendo conto che gli stati federali sembrano piu' complicati degli altri...e la Svizzera ancor piu' complicata....ma cosi è.

Se servono altre indicazioni....sono a disposizione.

REX

Quasar
Offline
Iscritto: 14/09/2006
Svizzera e "Democrazia diretta"

mario realini wrote:
BUON ANNO 2008 a tutti !!!!

Altrettanto a te :)

Quote:
Segnalo il sito ufficiale della Confederazione svizzera che presenta anche in italiano (....buona traduzione non ministeriale) tutte le caratteristiche istituzionali del mio Paese:

www.admin.ch

Inoltre è molto utile la guida (su carta) "La Confederazione in breve 2007" ottenibile gratuitamente sul sito citato. La pubblicazione del 2008 uscirà tra breve.
Grazie Mario, per le tue informazioni. Volevo chiederti se ci puoi descrivere (o indicare un sito che descriva) in dettaglio le procedure di spoglio dei voti. In particolare, che metodi ci sono per consentire ai cittadini di vigilare contro brogli?

(*) Quanto quì scritto rappresenta solo opinioni personali, e non necessariamente quelle del Partito dei DD.

mario realini
Offline
Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

BUON ANNO 2008 a tutti !!!!

Segnalo il sito ufficiale della Confederazione svizzera che presenta anche in italiano (....buona traduzione non ministeriale) tutte le caratteristiche istituzionali del mio Paese:

www.admin.ch

Inoltre è molto utile la guida (su carta) "La Confederazione in breve 2007" ottenibile gratuitamente sul sito citato. La pubblicazione del 2008 uscirà tra breve.

REX

mario realini
Offline
Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Mi pare che gli esperimenti di voto elettronico non abbiano suscitato commenti particolari. Non modificherebbero le due istituzioni: iniziativa popolare e referendum che rispecchiano anche una mentalità (la cosiddetta "svizzeritudine") che si è sviluppata durante sette secoli di storia. Quindi sono ritenuti importanti i diritti e non l' evoluzione tecnologica per attuarli....piu' o meno. Come detto in precedenza pero' la maggior parte degli svizzeri vota per corrispondenza (Posta), in molti Cantoni anche per quanto riguarda le elezioni.....: un aspetto quest' ultimo che mi pare un "unicum" ( o mi sbaglio) a livello internazionale

REX

Michele Morini
Offline
Iscritto: 30/04/2006
Svizzera e "Democrazia diretta"

Grazie delle preziose informazioni,

adesso passo a indire un referendum per farci annettere al territorio svizzero :lol:

"La vita, la libertà o la proprietà
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mentre è riunito il parlamento"
G.J.Tucker

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Immanuel
Offline
Iscritto: 18/09/2006
Svizzera e "Democrazia diretta"

Grazie delle informazioni preziose.

Un altra domanda: quale è stata la risonanza mediatica e la risposta dei cittadini svizzeri ad eventi come questi? Se ne è parlato bene o male? O sono passati sotto silenzio?

http://www.swissinfo.org/ita/swissinfo.html?siteSect=881&sid=6177011
http://www.swissinfo.org/ita/swissinfo.html?siteSect=881&sid=6201391
http://www.swissinfo.org/ita/swissinfo.html?siteSect=881&sid=6291108
http://www.swissinfo.org/ita/swissinfo.html?siteSect=881&sid=6767831
http://www.swissinfo.org/ita/swissinfo.html?siteSect=881&sid=7962590

DEMOCRAZIA DIRETTA: VOTARE LE LEGGI, NON LE FACCE

mario realini
Offline
Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Un' aggiunta....
La Svizzera, fra le sue molte particolarità, usa nelle quattro lingue il termine "milizia", "di milizia"....cioè non professionista, non pagato, non permanente. Vale per le forze armate, per i vigili del fuoco, per la Protezione civile, per la politica. Solo gli esecutivi sono formati da professionisti (governi federali e cantonali e municipalità dei grandi comuni). I parlamenti sono formati da persone che ricevono solo indennità di presenza e si riuniscono poche volte all' anno. Il parlamento federale (due camere) si riunisce durante quattro sessioni (primaverile, estiva, autunnale, invernale) di tre settimane (lunedi-giovedi) l' una. I primi cittadini, in Svizzera, sono simbolicamente i presidenti dei legislativi!
E' una situazione singolare che funziona bene e consente grandi risparmi.
Occorre dire che il valore del lavoro dell' uomo ha un diverso senso in Svizzera dove i redditi medi per lavoro dipendente (i piu' elevati del mondo) corrispondono (sono appena stati pubblicati) a quasi quattro volte quelli italiani. Quindi, in Svizzera, si tende a lavorare con il meno persone possibile....il cosiddetto "efficientismo svizzero" come dicono i colleghi giornalisti italiani.

REX

mario realini
Offline
Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "Democrazia diretta"

Innanzitutto una precisazione: il termine "referendum" usato in Italia e altri stati corrisponde alla "Votazione popolare" svizzera cioè alla fase finale di un diritto dei cittadini che, in Svizzera, si chiama solo complessivamente, "referendum". Un referendum è obbligatorio per tutte le modifiche costituzionali e per l' adesione a organizzazioni internazionali. E' facoltativo quando avviene dopo una decisione parlamentare e solo dopo la raccolta di almeno 50 mila firme di aventi diritto di voto. In pratica sottostanno al referendum facoltativo tutte le leggi federali, i decreti federali di obbligatorietà generale e i trattati internazionali di durata illimitata. Si tratta di un vero e proprio "diritto di veto" che esercita un effetto ritardante e cautelativo nel processo legislativo....E' spesso considerato un freno nelle mani del popolo.
Referendum abrogativi come in Italia non esistono in senso stretto. Sono le iniziative popolari che consentono di introdurre nuove norme o di sostituirle.
Questi due diritti esistono anche a livello cantonale (secondo le costituzioni di ognuno dei 26 cantoni) e comunale. Sono molto usati nei cantoni della Svizzera tedesca, meno nella Svizzera francese, poco nella Svizzera italiana.
Ogni anno si possono contare in tutta la Svizzera oltre cento referendum e iniziative.
Il popolo svizzero, che si identifica nello Stato, tende ad approvare gli argomenti sottoposti a referendum. Al contrario tende a respingere le iniziative popolari solitamente troppo radicali. Per questo motivo nel caso di lancio di un' iniziativa popolare il Governo propone un "controprogetto" piu' moderato.
La partecipazione al voto raramente supera il 50 %. Con un 40 % di votanti si parla di una "buona" partecipazione.
La maggior parte degli svizzeri vota per posta. Il voto elettronico è ancora sperimentale. Salvo in Ticino, dove le votazioni politiche suscitano grandi emozioni, negli altri cantoni l' apertura dei seggi è oramai solo simbolica......Fin quando durerà ?

REX

Immanuel
Offline
Iscritto: 18/09/2006
Svizzera e "Democrazia diretta"

Grazie..

Alcune domande:

- quanto frequenti sono i referendum?

- vengono poi approvati? E in che misura?

- il voto via internet/sms è diffuso o ancora sperimentale?

- è vero che i parlamenti/consigli si riuniscono molto meno spesso che da noi?

DEMOCRAZIA DIRETTA: VOTARE LE LEGGI, NON LE FACCE

mario realini
Offline
Iscritto: 29/10/2007
Svizzera e "democrazia diretta"

Mamma mia come passa il tempo...Mi ero dimenticato di questo forum! Se ci sono domande sono a disposizione.

REX

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