DEMOCRAZIA RADICALE. La teoria marxiana della vera democrazia e il diritto di revoca del mandato elettorale.

Ritratto di pino
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di Ernesto Screpanti Riceviamo e volentieri pubblichiamo un interessante articolo di Ernesto Screpanti (dell'Università di Pisa), sulla concezione della democrazia in Marx. Noi non siamo esperti marxisti o marxiani, ma sospettavamo che il pensiero di Marx intorno al concetto di democrazia fosse stato forzato e travisato dai suoi epigoni. Questo articolo apre una nuova luce su questo aspetto.   Abstract: Marx aveva proposto già nel 1843 e poi riproposto nel 1871 un modello di "vera democrazia" in cui la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte pubbliche è assicurata da due istituti: il mandato imperativo e il diritto di revoca delle deleghe parlamentari. Già Engels si era accorto di alcuni problemi "tecnici" che rendono difficile la realizzazione della proposta. Ma la base teorica resta valida. Nella seconda parte dell'articolo si propone un semplice modello di sistema elettorale con voto elettronico che rende realizzabile la democrazia partecipata con diritto di revoca delle deleghe. Leggi l'articolo (in formato pdf). Share this

Commenti

Trovo molto interessante la

Trovo molto interessante la proposta di E. Screpanti. Anche se è chiaro
l'esercizio puramente teorico, ci sono 2 cose del modello proposto nella
seconda parte dell'articolo per le quali mi piacerebbe avere se possibile
una risposta:

1)se il voto è segreto, perchè l'elettore dovrebbe recarsi in un ufficio
elettorale pubblico per esprimere il suo parere su un procedimento di revoca
del suo candidato quando puo' farlo comodamente da casa? Recandosi in un
ufficio pubblico tutti saprebbero per quale partito l'elettore ha
precedentemente votato o no?

2)se per ottenere la revoca si propone in breve il 50% + 1 dei voti degli
elettori di quel candidato o di quel partito cosa fare di quelli che si
asterranno e non parteciperanno al voto? In altre parole mi sembra che viene
riproposto per certi versi il sistema dei ns referendum dove per essere
validi ci deve essere il si del 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Non
sarebbe meglio prevedere magari una percentuale piu' alta per la richiesta
di revoca e poi magari applicare il principio del mandato ( 50% + 1 di chi
partecipa al voto)?

E poi ho un dubbio: ma è veramente possibile concepire un sistema
elettronico che permette di associare ogni elettore ad un nickname ed una
password senza che nessuno possa risalire alla sua identità?