Un po' di sana politica

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riceviamo e pubblichiamo da simone.org
 Non ho sentito molto le ultime votazioni euro-provinciali (questa volta mi sono limitato ad annullare le schede senza alcun braccio di ferro col presidente del seggio), ma il tam-tam che hanno acceso in tv e internet mi hanno portato comunque a qualche riflessione.
Il primo pensiero, che nulla ha a che spartire coi giudizi strettamente politici, è che la campagna elettorale e i commenti successivi al voto mi hanno fatto rivalutare la provocatoria idea di una condanna a morte collettiva per la classe politica, condanna da eseguirsi dopo un processo-burla. Veder parlare questa gentaglia ha risvegliato un disgusto che avevo assopito grazie al distacco quasi totale che avevo preso da giornali e tv. Gli esponenti dei vari partiti, destra, centro e sinistra, sono riusciti a spendere ore di tempo per non dire assolutamente nulla. Quando è andata bene, questi imbecilli, questi cretini corrotti e collusi con i poteri forti e la criminalità organizzata hanno parlato di proposte politiche del tutto lontane dal terreno su cui avrebbero dovuto confrontarsi, parlando ad esempio di temi nazionali laddove si correva per il pirlamento europeo o di contrapposizione ideologica quando si parlava di provinciali e comunali. Quando è andata peggio è iniziato lo show "Tutte le troie del Presidente" con il quale imentecatti della politica hanno avvelenato gli elettori da grande fratello con le varie Noemi e i cavallereschi pompini, sedando la gente contro i problemi reali che affliggono il mondo, come la raggiunta insostenibilità strutturale del capitalismo, il vuoto di liquidità creato dall'uso sconsiderato della riserva frazionaria da parte delle banche commerciali, l'asservimento crescente di Europa e Stati Uniti rispettivamente a Bce e Fed. Seconda considerazione, i candidati hanno riproposto nei loro dibattiti il solito modello di politica geometrica sinistra-centro-destra, dove ogni posizionamento che rifiutasse la linea retta era aprioristicamente escluso (una delle ragioni per le quali, di questo passo, io non potrò mai più votare, poiché rifiuto questa geometria). In questo caso il mio disappunto non è rivolto ai politici ma a chi accetta i loro schemi, e quindi agli elettori, che infatti hanno confermato l'idea geometrica col proprio voto che non è uscito dagli schemi di sistema (lo sventolato rifiuto del bipolarismo non ha niente a che vedere col rifiuto del destra-sinistra). Terza cosa, le singole formazioni e i loro elettorati hanno confermato la tendenza dello scorso anno alle politiche, rivelando tutto l'appiattimento ideologico e culturale dei nostri partiti e del non-popolo italiano. Nonostante si viva in un tempo di crisi, ossia una situazione in cui generalmente la gente cerca conforto tra gli "estremi", gli elettori hanno dato la loro preferenza relativa proprio agli schieramenti maggiori che sono complici della decadenza economica e sociale, Pd e Pdl. All'interno di quest'ultimo c'è stato anche l'exploit della Lega Nord, giustificabile solo con l'isterismo della gente in tema di immigrazione e sicurezza se consideriamo che la Lega, insieme alla vecchia AN, è il partito che forse più di tutti è riuscito in questi anni a occupare posti di potere senza portare a casa una virgola di ciò che aveva promesso agli elettori, ma anzi vedendo ogni volta aggravati i problemi su cui martellava. Solo Italia dei Valori sembra aver colto una minima carica di anti-politica, ma il suo progetto resta ancora confuso. Le destre di ogni ispirazione, forzanovista, fiammista, storaciana, sono ridotte allo zero assoluto senza eletti ne rimborsi e pagano la loro assenza forzata dal territorio (troppo pochi militanti) e dai media. Spariscono per fortuna anche i radicali e le loro battaglie per i diritti civili... di Soros e Rockfeller. La situazione della sinistra radicale è ormai tragicomica. La gente ha stroncato ciò che ne resta cancellandone ogni rappresentanza italiana all'europirlamento. La parte tragicomica è stato vedere i vari esponenti della sinistra che nel dopo voto si sono scervellati in autoanalisi grottesche, in cui per l'ennesima volta hanno dimostrato di non aver capito nulla del mondo reale dal quale sono divisi da un solco che segna il confine con il loro fatato mondo fiabesco. Insomma, anche stavolta, ho masticato tanta rabbia per l'inutilità e anche la dannosità di questo voto e del sistema rappresentativo (cassiamo la parola "democrazia" perché di potere il demos non ne ha davvero...). Ma la comicità di certa idiozia della politica, tutto sommato, questa volta mi ha addolcito la pillola. Se la si prende come uno spettacolo comico (un po' come i tg di Emilio Fede), la politica non è poi così male. Share this